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Erbe aromatiche: rosmarino, salvia, basilico e prezzemolo

Tra le erbe aromatiche, le principali ad essere impiegate in cucina sono sicuramente il rosmarino, la salvia, il basilico e il prezzemolo; spesso sono raggruppate nella categoria degli aromi che, insieme alle carote e al sedano, vengono acquistati come “odori”, ingredienti primari utilizzati per insaporire e profumare i nostri piatti.

La coltivazione delle erbe aromatiche

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl RomaLa coltivazione delle erbe aromatiche è piuttosto semplice e non prevede particolari cure. Possono essere coltivate sia nell’orto che sul nostro balcone, all’interno di semplici vasi con qualche piccola accortezza.

Le piantine di aromi si dividono generalmente in due gruppi principali: da un lato quelle che hanno un ciclo vitale annuale, ovvero che devono essere riseminate poiché tendono ad esaurirsi; dall’altro le piante che riescono a resistere anche per diversi anni.

Tra le erbe aromatiche durature troviamo la salvia e il rosmarino: non temono stagioni e restano sempreverdi con i loro folti cespugli. Basilico e prezzemolo, invece, hanno un ciclo di vita annuale; il freddo è un ostacolo alla loro sopravvivenza ed ogni anno devono essere riseminate.

Erbe aromatiche: la semina

La coltivazione di tutte le erbe aromatiche può avere origine dalla semina o dal trapianto di piantine preventivamente acquistate. Far nascere piantine di erbe aromatiche dai semi è, in generale, un’operazione piuttosto lenta a causa anche della bassa germinabilità di alcune tipologie di piante aromatiche, come ad esempio la salvia.

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl RomaSe vengono scelti i semi, è opportuno procedere inizialmente in semenzaio, abbondando con la quantità di semi posti in vaschetta; la semina a inizio primavera permetterà di trapiantare le piantine tra aprile e maggio scegliendo l’orto o un vaso.

I tempi variano a seconda del clima della zona in cui si coltiva: possono registrarsi degli anticipi o dei ritardi a causa delle temperature. I semi delle erbe aromatiche, generalmente, dovranno essere interrati a meno di un cm di profondità: saranno necessari circa 10 giorni per la germinazione che può essere favorita da coperture utili a scaldare il terreno.

Qualora si decida di seminare direttamente in orto, la distanza a cui collocare i semi varia a seconda dell’erba aromatica scelta: basteranno 10 cm per le piantine di prezzemolo mentre sarà necessaria una maggiore distanza per il rosmarino e la salvia. Se si vuole coltivare il prezzemolo conviene seminare per fila tenendo distanze di 30 cm e di 10 cm tra le piantine.

Trapianto delle erbe aromatiche

Anche nel caso di piantine acquistate per essere innestate direttamente nel terreno, è necessario prestare attenzione alle temperature. Nel caso del basilico, ad esempio, le piantine dovranno essere innestate ad una distanza di circa 30 cm l’una dall’altra e sarà molto utile prestare attenzione alle temperature che non dovrebbero mai scendere sotto i 15-20 gradi, neanche la notte.

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl RomaIl rosmarino formerà un cespuglio di dimensioni maggiori rispetto alle altre erbe aromatiche e, dunque, è preferibile posizionare le piante ad una distanza maggiore, lasciando uno spazio di circa mezzo metro.

La pianta del rosmarino può essere moltiplicata anche prelevando un rametto da un cespuglio, cogliendolo dalla sua parte più bassa. Lasciate solo le foglie sulla sommità, il rametto dovrà essere messo in acqua per circa 5 giorni, fino a quando vedremo spuntare le piccole radici.

A questo punto possiamo trasferirlo in un vaso e aspettare che crescano nuovamente le foglie. Per facilitare le operazioni è preferibile scegliere periodi dal clima mite.

Tra le erbe aromatiche più delicate c’è il prezzemolo che non può essere seminato prima di metà aprile; l’impianto può durare anche fino a luglio inoltrato in quanto le temperature non devono mai scendere sotto i 10 gradi, pena la precoce nascita di fiori.

Terreno e irrigazione

Le erbe aromatiche coltivate in orto prediligono un terreno libero dalle erbe infestanti, privo di ristagni d’acqua, al riparo dall’eccessivo vento. In genere quando si coltiva in orto, fatta eccezione la fase di crescita iniziale che richiede maggiore apporto idrico, le piante ricevono acqua dalle piogge; in presenza di periodi caldi prolungati, è necessario apportare un maggiore contributo all’irrigazione. Se le piantine si trovano al riparo all’interno di balconi, è necessario innaffiarle con regolarità.

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl RomaColtivazione del basilico

Il basilico, Ocimum basilicum, è tra le piante aromatiche più diffuse e apprezzate nella cucina mediterranea; si utilizzano le foglie fresche, aggiunte solitamente a fine preparazione. Questa erba aromatica soffre il freddo così tanto che le temperature eccessivamente basse causano l’arresto della sua crescita; per questo motivo si tende a coltivarla soprattutto in primavera.

Si consiglia di mantenere sempre umido il suolo del basilico con irrigazione frequente ma evitando i ristagni. Risulta favorevole anche una continua lavorazione del terreno con l’eliminazione delle erbe infestanti. La pianta del basilico può essere stimolata nella produzione di foglie: cimare frequentemente le infiorescenze evita che i fiori producano i semi. Formatisi questi ultimi, infatti, le foglie di basilico iniziano a seccarsi e perdono il loro aroma.

La varietà di basilico più diffusa è quella chiamata “genovese”; ne esiste un’altra di colorazione rossa ma meno nota e meno saporita, per questo scarsamente impiegata in cucina.

Le foglie di basilico possono essere raccolte ed utilizzate fresche all’occorrenza; all’inizio della sua vita è opportuno non defogliare eccessivamente la pianta e, in generale, è sempre meglio non esagerare nella raccolta evitando di spogliare completamente la pianta.

Il basilico oltre ad essere molto amato in cucina, è anche rinomato per il suo potere antinfiammatorio, in particolare contro l’artrite e la bronchite.

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl RomaCome coltivare la salvia

Della salvia, salvia officinalis, vengono impiegate le foglie, dall’odore molto caratteristico; possono essere utilizzate sia fresche che essiccate. Questa erba aromatica preferisce le posizioni soleggiate, non teme le siccità né il gelo. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno ma potrebbe essere danneggiata dai suoli eccessivamente umidi o argillosi.

In caso decidiate di coltivare la salvia in vaso, procuratevene uno piuttosto capiente, con un diametro di 30-40 cm e profondo poiché le radici di questa erba aromatica sono piuttosto lunghe.

La pianta della salvia non richiede molta acqua, anzi, predilige un ambiente secco; è sufficiente avere l’accortezza di mantenere sempre umido il terriccio.  Come la maggior parte degli aromi, anche la salvia può essere raccolta quando necessita ed impiegata fresca.

 

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Coltivazione del rosmarino

Anche il rosmarino, rosmarinus officinalis, è un’erba aromatica sempreverde e molto resistente. Fa parte della famiglia delle Lamiacee, come basilico e salvia.  Il rosmarino è un arbusto che forma dei cespugli di dimensioni moderate che riescono ad occupare piccoli angoli di giardino o di balcone.

Ciò che viene usato di questa erba aromatica sono le foglie: lunghe e strette sprigionano tutto il loro profumo, rendendo questa pianta una vera e propria spezia. Il rosmarino sviluppa fiori bianchi e viola, solitamente in primavera, facilmente riconoscibili.

Il rosmarino è un’erba aromatica che si adatta bene a qualsiasi terreno e zona; preferisce un suolo ben sciolto e non teme la siccità ma può essere pesantemente danneggiata dalle gelate.

Durante il primo anno di vita ha bisogno di un’irrigazione costante mentre successivamente è possibile limitarla: sarà sufficiente bagnare la pianta ogni 10-15 giorni. E’ una sempreverde, dunque come la maggior parte degli aromi, può essere colta all’occorrenza in qualsiasi periodo dell’anno ed utilizzata fresca.

 

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Coltivazione del prezzemolo

Il prezzemolo,  Petroselinum crispum, ha un sapore pungente e leggermente amarognolo. E’ una pianta molto resistente che può essere coltivata ovunque: orto, balcone o giardino.

Se decidete di procedere con la semina, deve essere realizzata tra maggio e giugno, cercando di distribuire i semi in maniera omogenea e ricoprendoli con uno strato di terra di 2-3 cm.

Il terreno dove cresce il prezzemolo deve essere mantenuto sempre umido evitando però i ristagni che potrebbero essere causa di marciumi. E’ ugualmente importante pulire il suolo circostante da eventuali erbe infestanti che potrebbero rubare il nutrimento alla nostra piantina di prezzemolo. Anche il prezzemolo può essere colto ed utilizzato nell’immediato.

Come conservare le erbe aromatiche?

A differenza del basilico, la cui essiccazione non è consigliata poiché le foglie perdono tutto il loro aroma, le altre erbe aromatiche possono essere conservate in freezer per lungo tempo. Dopo averle pulite bene con uno straccio umido, possono essere riposte negli appositi sacchetti o in vasetti e tirate fuori per essere utilizzate.

Essiccazione

È possibile essiccare le erbe aromatiche scegliendo tra il forno o il sole; è bene non eccedere troppo nell’esposizione al sole né nella temperatura del forno poiché il calore eccessivo potrebbe bruciarle.

Erbe aromatiche in cucina

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl Roma

Brodo vegetale

Le erbe aromatiche insieme ad alcuni ortaggi sono gli ingredienti per ottenere un brodo vegetale perfetto. Il brodo lo potrete consumare per cuocere minestre oppure come ingrediente nelle cotture più lunghe come ad esempio i risotti. Il suo tempo di cottura è di circa 45 minuti complessivi.

Per preparare il brodo vegetale fatto in casa ci serviranno questi ingredienti.

  • Acqua 1 litro
  • Sedano 150 g
  • Carote 200 g
  • Cipolle 200 g
  • Pomodoro 1
  • Patate 1
  • Prezzemolo 4 rametti
  • Sale e pepe q.b.

Puliamo le verdure; sbucciamo le carote e le patate, laviamole e tagliamole a tocchetti anche spessi. Facciamo la stessa cosa con il sedano, eliminando la parte finale e le foglie, dividendolo in tre parti.

Tagliamo anche il pomodoro in due parti e sbucciamo la cipolla, dividendola a metà. Facciamola rosolare in una padella antiaderente a fiamma bassa e versiamo al suo interno tutti gli ingredienti. Aggiungiamo sale, pepe e acqua. Portiamo a bollore il tutto poi abbassiamo la fiamma per circa un’ora.

A cottura ultimata filtriamo il brodo per raccogliere tutte le verdure. In base all’uso che ne farete potete allungarlo con altra acqua oppure farlo evaporare maggiormente.

Saltimbocca alla romana

I saltimbocca alla romana sono un secondo di carne tipico della cucina romana; la salvia è protagonista, insaporendo e arricchendo di profumo la carne. Ecco gli ingredienti:Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl Roma

  • Carne di vitella 300 g 4 fette
  • Prosciutto crudo 4 fette
  • Burro 50 g
  • Pepe e sale fino q.b.
  • Salvia 8 foglie
  • Vino bianco 200 ml

Iniziamo con il preparare la carne: eliminiamo eventuali nervetti e grasso, poi, posizionandola su un tagliere, battiamola con un batticarne. Adagiamo sopra di essa il prosciutto e due foglie di salvia per ciascuna fetta.

Con degli stuzzicadenti appuntiamo la salvia e il prosciutto alla carne, facendo entrare la sua punta da un lato all’altro. Tagliamo la fetta a metà; lasciamo sciogliere il burro in padella e appena sarà sciolto adagiamo la carne. Lasciamola rosolare per qualche minuto poi sfumiamo con il vino bianco e proseguiamo la cottura. Aggiungiamo sale e pepe e serviamo i saltimbocca, insaporendoli con l’olio di cottura.

Pesto basilico e aglio

Erbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl Roma

  • Basilico 50 grammi in foglie
  • Parmigiano Reggiano 70 g
  • Aglio 2 spicchi
  • Pinoli 15 g
  • Olio Extravergine di Oliva 100 ml
  • Pecorino 30 g
  • Sale grosso q.b.

Puliamo le foglie di basilico: la scelta migliore sarebbe non bagnarle; possiamo aiutarci con un panno morbido. In alternativa possiamo immergerle in acqua, avendo premura di asciugarle accuratamente: è necessario procedere con delicatezza, poiché le foglie di basilico possono rovinarsi e annerire.

Aiutandoci con un mortaio e un pestello in legno, schiacciamo i due spicchi di aglio sbucciati, aggiungendo qualche grano di sale. Aggiungiamo le foglie di basilico e il restante sale, continuando a pestare con movimenti circolari. Appena noterete che dal basilico fuoriesce una sostanza dal colore verde vivo, aggiungete i pinoli.

Continuiamo a mescolare, unendo anche i formaggi e l’olio, a filo, poco per volta. È importante che la preparazione non abbia tempi di preparazione eccessivi: minore sarà il tempo impiegato, minore sarà il rischio di ossidare gli ingredienti.

Se non disponete di un mortaio, potete utilizzare il frullatore; per evitare, però, che il suo uso scaldi il pesto rendendolo amarognolo; è possibile azionarlo a scatti  alla velocità minima per evitare che la temperatura si alzi eccessivamente. Un altro rimedio per evitare che si scaldi troppo è mantenere il frullatore e le lame in frigorifero prima di iniziare le operazioni.

Una volta preparato, il pesto può essere conservato in frigorifero per circa dieci giorni, ricoperto di olio d’oliva in superficie; in alternativa congelarlo in freezer.

Dado vegetale fatto in casaErbe aromatiche Ortofrutta Trevi srl Roma

  • Sedano 150 g
  • Carote 150 g
  • Cipolle 150 g
  • Pomodori 100 g
  • Zucchine 100 g
  • Basilico, salvia, rosmarino q.b.
  • Aglio 1 spicchio
  • Sale 220 g
  • Olio di Oliva 1 cucchiaio

Tagliamo tutte le verdure in piccoli pezzi, mettiamole in una pentola con acqua bollente fino a portarla a bollore per circa 20 minuti. Dopo averle lessate, scoliamo le verdure mettendole poi da parte.

In una padella facciamo rosolare l’aglio con un filo d’olio; aggiungiamo le verdure e sfumiamo con il vino bianco. Aggiungiamo il sale e mescoliamo per bene: grazie al sale le verdure cominceranno a perdere acqua. Mescoliamo fino a quando il sale non sarà del tutto sciolto. A questo punto dobbiamo rendere il composto ancora più fino: possiamo aiutarci con un mixer oppure con un frullino ad immersione e lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto senza grumi.

Per aumentare la densità di quanto ottenuto, possiamo rimettere sul fornello il composto, per una decina di minuti. A questo punto, inseriamo il nostro dado vegetale all’interno dei contenitori: possiamo utilizzare quelli per i cubetti del ghiaccio, in modo da averlo già proporzionato oppure riporlo nei sacchetti da freezer e staccarne un pezzo al momento del bisogno. L’unica accortezza è quella di aspettare che il dado sia completamente raffreddato prima di congelarlo.

 

 

E voi come usate le erbe aromatiche? Qual’è la vostra preferita? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi Srl troverete un ampio assortimento di erbe aromatiche. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Radicchio, cicoria colorata

Il radicchioAsteraceaeCompositae, è una pianta erbacea, appartenente al genere Cichorium, di cui fanno parte anche scarola e le puntarelle. Proviene da piante selvatiche poi, con un apporto selettivo, l’uomo ha dato origine alle tipologie più diffuse. Con tale denominazione si intendono generalmente tutte quelle cicorie con foglie rosse o tendenti al rosso.

 

Radicchio Ortofrutta Trevi srlIl radicchio in Italia

I Greci e Romani lo apprezzavano per le sue proprietà depurative e calmanti; gli Egizi, invece, lo ritenevano un ottimo depuratore del sangue.

Già dal XVI secolo era ampiamente coltivato in Italia, soprattutto in Veneto da cui, tutt’oggi, provengono le varietà più famose.

Inizialmente era considerato un cibo povero, tanto che era dato come mangime agli animali. Non è noto cosa abbia determinato la sua ribalta.

Il radicchio rosso di Treviso è particolarmente noto; ha una forma allungata ed è una delle varietà più apprezzate.

Radicchio Ortofrutta Trevi srlRadicchio: cosa sapere per la sua coltivazione

Clima. Non necessita di particolari accorgimenti e riesce a resistere anche ai climi più freddi, del resto, altrimenti, non verrebbe coltivato in prevalenza in Veneto.

Nonostante non mostri difficoltà in caso di umidità e pioggia, è preferibile una sua esposizione al sole al fine di garantire una buona riuscita del raccolto. In caso di temperature eccessivamente fredde è possibile coprire le piante con un telo.

Radicchio Ortofrutta Trevi srlTerreno. Il radicchio può essere coltivato sia in orto che nel proprio giardino; necessita di un terreno ben drenato e fresco, che riesca a garantire un deflusso omogeneo dell’acqua in modo da evitare un terreno arido; per questo motivo, spesso è richiesta una preparazione del terreno, con uno“sfinamento” che elimini la compattezza del suolo.

Irrigazione. La quantità di acqua necessaria dipende molto dalla zona in cui ci troviamo; in aree piovose basterà far affidamento al ciclo piovano mentre in quelle più calde bisognerà predisporre un’irrigazione quotidiana che eviti l’eccessiva aridità del terriccio.

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

In ogni caso bisogna aver cura nel non sottoporre questa pianta a drastiche variazioni idriche poichè queste potrebbero influire sulla qualità del prodotto.

Concimazione. Il terreno deve essere concimato in modo moderato utilizzando un compost domestico, dunque, piuttosto leggero. Spesso si preferisce una concimazione “indiretta”, ovvero si utilizzano porzioni di terreno che abbiano goduto di una precedente concimazione.

Interventi per la coltivazione del radicchio

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Sarchiatura. Ha come obiettivo quello di eliminare le piante infestanti tutt’intorno alla coltivazione; con una zappetta di deve procedere, in modo leggero, alla pulizia, smuovendo il terreno circostante e la crosta superficiale.

Pacciamatura. Può essere un’operazione impiegata in alternativa alla sarchiatura; con teli o con paglia si ricopre la superficie intorno alle piantine in modo che, limitando l’esposizione solare, non crescano neanche erbe infestanti.

Imbianchimento. Questa tecnica viene utilizzata con molto ortaggi che altrimenti avrebbero un sapore e una durezza che li renderebbe non commestibili. Limitando la luce alla pianta, la produzione di clorofilla rallenta facendo in modo che lo sviluppo delle foglie avvenga attraverso le sostanze di riserva accumulate nelle radici; inoltre questo limita la produzione delle parti più fibrose, rendendo le foglie più tenere.

Radicchio Ortofrutta Trevi srlLa semina del radicchio

Il periodo per la semina diretta è quello estivo, mentre per i trapianti si procede da settembre a ottobre.
Nei trapianti si procede invece in primavera, solitamente a marzo.

Il radicchio può essere coltivato previo semina diretta o impianto; nel primo caso, ogni varietà di pianta, per la sua coltivazione, avrà delle specifiche indicazioni da seguire che solitamente sono riportate nel retro della confezione di semi acquistata.

Generalmente è necessario realizzare delle buchette e immettervi 5-8 semi. Successivamente si provvederà a diradare le piantine, avendo cura di lasciare uno spazio di circa 20 cm; questa procedura vi consentirà di ottenere piantine rigogliose.

Se utilizzate piante già sviluppate, sarà necessario impiantarle in un terreno fertile e ben drenato. Sarà necessario lasciare circa 30-40 cm tra una fila e l’altra.

La raccolta del radicchio

Dal periodo della semina a quello della raccolta intercorrono circa 40 giorniCrescendo, le piante di radicchio creano dei cespi, caratteristici e simili a quelli dell’insalata, formati da foglie – la parte commestibile – che si distinguono nella forma e nel colore, verdi, rosse o con striature.

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Possono avere una superficie arrotondata o più allungata, più liscia o leggermente arricciata.

Dunque, il classico radicchio rosso non è l’unica varietà esistente; si distinguono infatti quello:

  • rosso, caratterizzato dai toni del rossi con sfumature tendenti al violaceo; in questa tipologia rientrano quello rosso di Treviso, tipologia ampiamente diffusa, quello Chioggia e Verona;
  • verde, identificato come radicchio ma rientrante nella più ampia definizione di cicoria, poichè è caratterizzato da una colorazione verde; il suo sapore è ancora più amaro e può essere selvatico o di orto;
  • variegato, commistione delle tipologie precedenti, ha delle striature giallognole, ad esempio il radicchio di Castelfranco Veneto.

 

Radicchio Ortofrutta Trevi srlQuali sono le proprietà del radicchio?

Il radicchio, come la maggior parte degli ortaggi, è ricco di acqua e sali minerali; ha, dunque, proprietà disintossicanti, diuretiche e depurative.

Favorisce la regolarità intestinale grazie al buon apporto di fibre. Come molti alimenti, per godere al massimo delle sue proprietà benefiche, è preferibile un consumo fresco, poichè la cottura comporta la perdita di buona parte delle sue sostanze nutritive.

L’alta percentuale di acqua garantisce una forte reidratazione ; è inoltre ricco di antiossidanti e contiene antociani che aiutano a prevenire malattie cardiovascolari e il triptofano, utile nell’insonnia.

Inoltre la presenza di  fitosteroli, garantisce il controllo dei livelli di colesterolo nel sangue.

Ha uno scarso apporto calorico – circa 23 kcal per 100 gr –  (ma anche un basso apporto energetico) e dunque risulta impiegato nelle diete ipocaloriche; inoltre le fibre alimentari contenute al suo interno fanno sì che il suo consumo aumenti il senso di sazietà.

 

Radicchio in cucina

Radicchio Ortofrutta Trevi srlDa ingrediente povero, dato da mangiare agli animali ad ingrediente alla base di prelibate ricette.

Una classica ricetta realizzabile con questo ortaggio è il Risotto al radicchio; la preparazione è molto semplice, vi lasciamo il link per seguirne tutti i passaggi.

Vediamo qualche altra ricetta con il radicchio per non impiegarlo solo come aggiunta alle insalate.

Polpette di radicchioRadicchio Ortofrutta Trevi srl

  • Radicchio 1 cespo;
  • Cipollotto 1;
  • Uovo 1;
  • Parmigiano 1 cucchiaio;
  • Ricotta 125 g;
  • Pangrattato 50 g.;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Olio di oliva q.b.;
  • Olio per friggere.
Per la panatura vi occorreranno 1 uovo e il pangrattato. Iniziamo facendo appassire il cipollotto tritato finemente in un padella con dell’olio. Puliamo e tagliuzziamo il radicchio in listarelle, facendolo cuocere in padella per 10 minuti.

Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Uniamolo alla ricotta, aggiungendo anche sale, pepe, uovo e parmigiano; amalgamiamo per bene tutti gli ingredienti.

Formiamo quindi le nostre polpettine, che passeremo prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato; friggiamole facendole rosolare per bene da entrambi i lati. Poi, lasciamole scolare su della carta assorbente. Servitele calde e croccanti.

 

 

Involtini di radicchioRadicchio Ortofrutta Trevi srl

  • Radicchio 10 foglie;
  • Fontina 100 g;
  • Salame ungherese 100 g;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Parmigiano;
  • Pepe.

Sbollentiamo leggermente le foglie di radicchio in acqua bollente e salata per un minuto. Scoliamole ed asciughiamole tamponandole con della carta assorbente. Mettiamo ogni foglia sul nostro piano da lavoro e al di sopra disponiamo una fetta di salame e la fontina.

Arrotoliamo ogni foglia su se stessa; poi disponiamo i nostri involtini su una teglia rivestita da carta da forno. Spolverizziamo con pepe e parmigiano, condiamo con un filo di olio e cuociamo in formo preriscaldato a 180°C per 10 minuti.

 

Radicchio Ortofrutta Trevi srlVol-au-vent al radicchio

 

  • Vol-au-vent 300 g;
  • Scalogno 1;
  • Parmigiano fresco 30 g;
  • Radicchio di Treviso 2 cespi;
  • Tuorlo 1;
  • Panna fresca 1 dl;
  • Aceto balsamico q.b.;
  • Stracchino 120 g;
  • Sale e pepe nero q.b.;
  • Burro 20 g;
  • Speck 4 fette.

Disponiamo i vol-au-vent sulla teglia da forno foderata con la carta; sbattiamo il tuorlo aggiungendo ad esso poche gocce di acqua. Spennelliamolo sui vol-au-vent in modo che in cottura diventino ben dorati e croccanti. Se utilizzate quelli surgelati o da cuocere infornateli il tempo necessario, come indicato.Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Intanto cuociamo il radicchio; eliminiamo le foglie più esterne e tagliamolo a listarelle sottili, poi laviamolo e lasciamolo scolare.

Facciamo appassire lo scalogno tritano in una padella con il burro, poi aggiungiamo il radicchio e un pizzico di sale. Continuiamo la cottura. Insaporiamolo con lo speck tagliato a striscioline e qualche goccia di aceto balsamico.

Uniamo in un pentolino lo stracchino e la panna con un pizzico di sale; aggiungiamo il grana. Ora riempiamolo con il radicchio cotto e al di sopra versiamo la crema ottenuta. Completiamo con qualche pezzetto di radicchio lasciato da parte e un po’ di pepe. Possono essere serviti ben caldi, ripassati al forno, oppure tiepidi.

 

Torta salata con radicchio

  • Pasta sfoglia 1 confezione;
  • Radicchio 2 cespi;
  • Scamorza 1;
  • Parmigiano 1 cucchiaio;
  • Sale e pepe q.b.;
  • Cipolla 1 spicchio;
  • Uova 2;
  • Latte 1 bicchiere;
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Laviamo il radicchio, asciughiamolo per bene e tagliamolo in listarelle sottili che facciamo appassire in una padella con olio, sale e cipolle.

Sbattiamo le uova in una ciotola, pepiamo, saliamo aggiungendo anche latte e parmigiano. Tagliamo a pezzetti la scamorza ed aggiungiamola al composto insieme al radicchio. Radicchio Ortofrutta Trevi srl

Foderiamo la teglia con carta da forno e adagiamo al di sopra la sfoglia: versiamo al suo interno tutti gli ingredienti in modo che ricoprano uniformemente tutta la superficie.

Arricciamo lungo i bordi e lasciamo cuocere in forno per circa mezz’ora a 180°.

A vostro gradimento, potete aggiungere sulla superficie della torta salata con radicchio una spolverata di formaggio che creerà una croccante crosticina.

 

 

Vi piace il radicchio? Lo utilizzate a crudo per le vostre insalate oppure cotto, come ingrediente in ricette salate?
Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete al radicchio, un vasto assortimento di prodotti, sempre freschi. Venite a trovarci, cci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Porri come antibatterico naturale

I porri sono un alimento ampiamente utilizzato poichè si raccoglie tutto l’anno; sono ricchi di sostanze benefiche e sostituiscono in modo eccellente la cipolla o l’aglio. Il porro, il cui nome scientifico è Allium porrum, è una pianta erbacea monocodiledone biennale, che appartiene alla famiglia delle Liliaceae.

Porri Ortofrutta TreviSemina e coltivazione dei porri

Semina. Si effettua da fine inverno e può essere svolta in modo scalare, operando con diversi trapianti, a partire da fine aprile; esistono diverse varietà di porri, per cui si possono scegliere sia la tipologia estiva che quella autunnale-invernale.

Se si decide di utilizzare un semenzaio a letto caldo, effettuando più trapianti, si può cominciare la semina a partire da fine aprile. I porri estivi dovranno essere seminati prima della primavera e colti ad inizio estate mentre quelli autunnali si coltivano da marzo e si colgono a settembre.

Porri Ortofrutta TreviTrapianto. Il seme germina in una decina di giorni e dopo un mese può essere trapiantato: si procede collocando nel terreno le piantine con radice nuda, quando sono alte circa 10-15 cm. A quest’operazione deve  seguire un’irrigazione abbondante.

Clima. La pianta del porro preferisce il clima temperato e mediterraneo, evitando temperature eccessivamente rigide ma anche quelle estremamente calde. La tipologia invernale resiste a temperature più alte, permettendo una sua ampia coltivazione e utilizzazione tutto l’anno.

Terreno. Ideale è quello morbido, da arricchire ciclicamente con concime (letame o sabbia) per garantire una buona distribuzione delle sostanze nutritive e un rapido drenaggio dell’acqua. È opportuno evitare un suolo troppo compatto che potrebbe determinare ristagni di acqua.

Porri Ortofrutta TreviRaccolta e conservazione dei porri

A differenza di aglio e cipolla che appartengono alla stessa famiglia ma che si presentano in forma di bulbo arrotondato o suddiviso in spicchi, il porro è formato da una serie di foglie, dette guaine.

Esse sono sovrapposte tra loro a formare una specie di cilindro: sono bianche nell’area inferiore, ovvero quella che si sviluppa sotto terra mentre diventano verdi nella parte superiore che fuoriesce dal terreno.

Nel suo consumo l’estremità verde del porro è eliminata: la bianca viene utilizzata affettata o a tronchetti. La raccolta si effettua quando il porro raggiunge i 2-3 cm di diametro e questo si verifica, solitamente, dopo 3-4 mesi dal trapianto oppure 5-7 mesi dalla semina.

L’operazione di raccolta è piuttosto semplice: basterà estrarre l’intera pianta dal terreno, eliminando radici e foglie verdi più dure.

Conservazione. Il porro si conserva piuttosto bene, in un luogo fresco e buio per circa un mese mentre in frigorifero può mantenersi fino due mesi.

Imbianchimento dei porri: di cosa si tratta?

Molti ortaggi, tra cui sedano, finocchi, cardi, sono oggetto di questa operazione che permette di rendere più tenere e meno fibrose le parti commestibili. Si tende a coprire i porri dalla luce solare, evitando così la produzione di clorofilla e migliorandone il gusto.

L’imbianchimento dei porri avviene tramite rincalzatura, ovvero terra in quantità abbondante viene addossata all’ortaggio, soprattutto i primi 10-15 cm devono essere rincalzati in modo cospicuo; tale operazione deve essere effettuata almeno due settimane prima della raccolta.

 

Porri Ortofrutta TreviProprietà benefiche dei porri

I porri sono composti maggiormente di acqua; la restante parte contiene carboidrati, zuccheri, fibre vegetali, proteine e grassi.

Buono è il contenuto di sali minerali come ferro, sodio, potassio, magnesio, zinco, rame, manganese, selenio, calcio e fosforo. Contengono vitamine del gruppo A e B a cui si aggiungono le vitamine C, E, K e J.

A differenza di quanto potrebbe sembrare, è presente anche una buona quantità di beta-carotene, luteina e zeaxantina. Inoltre, come l’aglio, il porro è un efficace antibiotico naturale: questa proprietà curativa è dovuta dall’allicina, un enzima con proprietà antibatteriche e antivirali; e già in tempi antichi era utilizzato con finalità antisettiche.

Porri Ortofrutta Trevi

Tra i benefici riferibili a questo enzima ci sono il sollievo per reumatismi e artirite. Inoltre, i porri hanno marcate proprietà carminative, ovvero inibiscono la formazione di gas intestinali evitando l’insorgenza del meteorismo e di aerofagia.

Al loro interno è presente un alto contenuto di oli essenziali che, stimolando la produzione di succhi gastrici, aiutano a migliorare la digestione.

É un alimento dal basso apporto calorico ma dal potere saziante; inoltre la presenza di fibre ne fa un ottimo alleato nella pulizia intestinale.

Un consumo regolare di porri, abbassa il colesterolo e, la buona quantità di antiossidanti contenuti, aiuta a prevenire l’invecchiamento della pelle.
Il porro non ha nessuna controindicazione nello specifico; tuttavia è preferibile limitarne il consumo se si soffre di pressione bassa.

Porri Ortofrutta TreviI porri in cucina

I porri, appartenendo alla stessa famiglia dell’aglio e delle cipolle e, generalmente, vengono associati alla preparazione di piatti salati.

Per cucinare i porri, potete pulirli tagliando loro le foglie verdi e lavando accuratamente la parte bianca con acqua e un pizzico di bicarbonato. Il più delle volte, per essere cucinati, vengono tagliati in rondelle.

Gratin con patate

Un contorno perfetto per una cena tra amici. Tagliate a rondelle i porri precedentemente puliti e le patate. Imburrate una teglia da forno, stendete sul fondo, a strati, patate e porri. In un pentolino fate cuocere per qualche minuto della panna con un pizzico di sale e uno spicchio di aglio. Quando si sarà addensata, togliete l’aglio, spegnete e versatela sopra ai porri e patate, spolverando con abbondante parmigiano poi infornate a 180° per circa 30 minuti.

Vellutata di porri, zucca e patatePorri Ortofrutta Trevi

Il clima invernale rende particolarmente appetitosa una vellutata di porri, zucca e patate: davvero confortevole, da gustare nelle giornate più fredde.

  • Zucca Gialla 1 kg;
  • Patate 500 g;
  • Porro (parte bianca) 100 g.;
  • Acqua 450 ml;
  • Rosmarino 20 g.;
  • Noce Moscata 20 g.;
  • Sale q.b.;
  • Olio Extravergine di Oliva 75 ml;

Porri Ortofrutta TreviPrepariamo gli ingredienti della vellutata; peliamo le patate e la zucca togliendo filamenti, semi e buccia. Tagliamo a pezzetti entrambi. Proseguiamo eliminando la parte verde del porro, più esterna e tagliando sottilmente a rondelle la parte bianca.

In una pentola facciamo soffriggere leggermente olio, porri e zucca insieme alle patate; prestiamo attenzione che niente si attacchi al fondo. Aggiungiamo sale, sale, rosmarino, noce moscata e acqua.

Lasciamo cuocere a fuoco medio, mescolando. Non appena tutto risulterà cotto e morbido procediamo a creare la nostra vellutata utilizzando un mixer ed ottenendo una crema densa e morbida.

I porri possono essere un perfetto condimento anche per un primo piatto di pasta. Qui troverete una squisita ricetta per preparare in modo veloce delle saporite linguine ai porri.

Quiche porri e pancetta

Per realizzare questa torta salata vi serviranno pochi ingredienti: il risultato, oltre ad essere originale, sarà veramente appetitoso. L’inserimento del latte e della panna è facoltativo; in loro assenza riducete la quantità delle uova e aggiungete del formaggio o della mozzarella filante. Otterrete un composto meno voluminoso ma ugualmente gustoso. Ecco gli ingredienti necessari per una teglia da 24 cm:

Porri Ortofrutta Trevi

  • Pasta briseè 300 g;
  • Porri 250 g.;
  • Pancetta 100 g.;
  • Latte intero 100 ml (facoltativo);
  • Panna 100 ml (facoltativa);
  • Uova 3;
  • Sale e Pepe q.b.;
  • Burro 40 ml.

Iniziamo con il pulire e tagliare i porri a fette e a farli stufare in padella per circa un’ora a fuoco basso, insiema ad una noce di burro; aggiungete all’occorrenza un mestolo di acqua o di brodo vegetale in modo da evitare che si brucino.

Distendete la pasta brisè su una teglia da forno, bucherellatela con una forchetta e ricopritela con della carta da forno, posizionandovi al di sopra dei legumi in modo che il loro peso facciano aderire il foglio di carta alla superficie.

Porri Ortofrutta Trevi

Infornate a 200°C per 20 minuti circa; appena sfornata spennellate la superficie con un uovo e infornate nuovamente per altri 7 minuti.

Sbattete le rimanenti uova con sale e pepe; aggiungete il latte e, se volete, anche la panna mescolando fino ad ottenere un composto denso e omogeneo.

Distribuite i porri sulla base di brisè, poi cospargete con la pancetta. Versate infine il composto di uova, latte e panna. Lasciate cuocere per altri 20 minuti a 200°C o fino alla doratura che desiderate. Attendente cinque minuti dopo averla sfornata e servitela ancora calda.

Porri Ortofrutta Trevi

Quadrucci di taleggio e porri

Pulite i porri, eliminando loro la parte verde e il fondo; lavateli per poi inciderli in modo da poterli sfogliare, ottenendo circa 24 guaine esterne.

Tagliate a rondelle la parte interna poi scottate in acqua bollente e salata le guaine esterne per circa 4 minuti; lasciamo raffreddare tutto. In un tegamesciogliete una noce di burro e rosolate i porri per 2 minuti, aggiungendo poi il sale e il pepe, facendoli cuocere a fuoco basso altri 10 minuti.

Porri Ortofrutta TreviEliminate la crosta del formaggio e tagliatelo in pezzetti. Ora dovremo posizionare i porri brasati, un cucchiaino circa, sulla superficie della guaina, aggiungere il formaggio ed altri porri per poi chiudere il tutto avvolgendo nella guaina.

Procediamo così e prepariamo 12 quadrucci che passeremo prima nel pangrattato, poi nelle uova battute; friggeteli nell’olio caldo finché non saranno dorati (2 minuti circa). Scolateli su della carta assorbente e serviteli caldi.

 

 

Vi piacciono i porri? Come siete soliti mutilizzarli? Li utilizzate solo alternativa all’aglio oppure li impiegate come ingrediente principale nelle vostre ricette? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete i porri, insieme al vasto assortimento dei nostri prodotti, sempre freschi.
Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Carciofi, coltivazione e proprietà

Il carciofo, il cui nome scientifico è Cynara scolymus, appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Di origine mediorientale, il carciofo nella sua primitiva variante selvatica ha rappresentato nell’antichità un valido elemento fitoterapico oltre che un ottimo ingrediente in cucina. I carciofi risultano essere già coltivati dagli Arabi nel IV sec. a.C. e probabilmente si deve a loro il suo attuale nome, poichè lo chiamavano “karshuf” (o kharshaf).

Carciofi Ortofrutta TreviLa coltivazione dei carciofi

Il carciofo è uno di quei prodotti che appartiene alla famiglia delle composite, gruppo di ortaggi molto ampio e vario in cui si rintracciano sia ortaggi da tubero che verdure da fiore e verdure da foglia.
La sua coltivazione non si presenta come quella classica da orto annuale, ma è piuttosto impegnativa anche in termini di tempo e spazio: si protrae per diversi anni e ha una coltura pluriennale, come l’asparago.
Può durare fino a 10-12 anni, per cui è importante il controllo attento dell’assenza di malattie fungine. Spesso, dopo circa 4 anni, si tende a spostare in un’altra area dell’orto la carciofaia.
Carciofi Ortofrutta TreviTerreno. Per poter piantare il carciofo è preferibile predisporre di un terreno dal ph neutro in un’area ben esposta al sole; è buona prassi lavorare accuratamente e in profondità (fino a 40 cm) il terreno poiché le radici del carciofo hanno proprietà fittonanti, ovvero riescono ad intercettare l’acqua nel terreno e, dunque, a soddisfare in maniera quasi autonoma il loro bisogno idrico.
Il suolo deve essere ben concimato – con letame (fino a 5 kg al metro quadro) o compost – e umido ma è necessario evitare il ristagno di acqua che potrebbe causare marciumi e funghi. In tutte le operazioni per la sua realizzazione, è necessario considerare che la carciofaia durerà anni. Preparato il terreno, possiamo procedere con l’impianto.

Carciofi Ortofrutta TreviSemina, polloni o ovuli: quando?

Semina. Se effettuata in semenzaio, il periodo ottimale risulta essere febbraio-marzo, mentre se si mette il carciofo a dimora nell’orto ci si sposta ad aprile o maggio.
Trapianto. Il suo trapianto, invece, avviene verso maggio, ed è necessario abbondare con l’irrigazione.

Se utilizziamo per la semina i polloni (carducci), cioè i germogli prelevati dalla base della pianta, è necessario tagliarli con la radice e con una lunghezza di almeno 25 cm e devono avere già qualche foglia; si può procedere in questo tra marzo-aprile o settembre-ottobre.

Carciofi Ortofrutta TreviPer riprodurre i carciofi possiamo usare anche gli ovuli, ovvero i germogli ancora chiusiottenuti durante l’operazione di diccioccatura. Con questa operazione, il terreno viene smosso, concimato e, durante il periodo di dormienza (luglio-agosto), viene impiantato l’ovulo a 4 cm di profondità.

In ogni tipologia di semina, è necessario mantenere un ampio spazio realizzando file distanti uno o due metri, lasciando un intervallo simile tra le piante.

Coltivazione: una carciofaia nell’orto

Carciofi Ortofrutta TreviClima. La pianta del carciofo teme le gelate quindi è necessario coprirla con un telo dopo il trapianto; inoltre, è buona prassi procedere sempre alla pacciamatura (operazione che consiste nel ricoprire con dei materiali il terreno circostante la pianta per evitare: sia la crescita di piante infestanti sia mantenere più riparato il terreno, proteggendo la pianta stessa).

Il carciofo vive come periodi ottimali quelli freschi, poichè va in dormienza durante la stagione calda o in scarsità di acqua. Per “svegliarlo” possiamo procedere ad un’abbondante irrigazione che, al fine di ottenere una cospicua produzione, dovrà essere particolarmente frequente.

Carciofi Ortofrutta TreviDopo un anno circa dal trapianto, si formeranno nuovi germogli alla base del cespo del carciofo; si procede così  alla già citata diccioccatura, ovvero alla rimozione dei nuovi germogli, detti ovuli, con un coltello; si può procedere anche alla scardicciatura, cioè alla rimozione degli stessi, già carducci, poichè mostrano qualche foglia.

Come abbiamo anticipato, ovuli e carducci possono essere utilizzati per gli impianti: con gli ovuli si necessita di minor acqua, mentre i carducci sono più veloci nel loro sviluppo.

Carciofi Ortofrutta TreviLa raccolta dei carciofi

Quelli che vengono chiamati frutti in realtà sono i fiori dei carciofi, detti anche boccioli o capolini; questi ultimi, prodotti dall’apice della pianta, sono i frutti di migliore qualità. Le sue diramazioni principali ne producono di seconda scelta mentre le diramazioni secondarie producono carciofini usati soprattutto per conserve.

Raccolta. Il momento giusto per raccogliere i carciofi è quando le punte sono ben chiuse e il capolino ha le giuste dimensioni: dalla forma allungata a seconda della specifica varietà coltivata. La raccolta è scalare, ovvero avviene in linea con il clima e la posizione geografica: le varietà primaverili si raccolgono da fine febbraio per tutta la primavera, mentre quelle autunnali, da settembre-ottobre.

Ogni pianta produce circa 10 carciofi; dovrà essere asportato ogni carciofo con porzione di gambo, circa 5 cm; se lasciato sulla pianta, il carciofo invecchia e diventa duro fino ad appassire.

Le varietà di carciofo più comuni e migliori da consumare sono:

  • Carciofo romanesco, necessita di un clima mite, è una variante tardiva primaverile, di cui si raccolgono i frutti fino in primavera.
  • Carciofo violetto, dalla forma affusolata, è ottimo da mangiare anche crudo.

Carciofi Ortofrutta Trevi

Importanti caratteristiche nutrizionali 

Il carciofo ha una buona quantità di proprietà nutritive; è un alimento particolarmente adatto ai diabetici poichè ha un basso indice glicemico

È caratterizzato da un apporto calorico di poche calorie, circa 22 per 100 gr. Tuttavia è ricco di potassio e sali minerali. Non ininfluente il contenuto di ferro, mentre scarso è l’apporto di vitamine.

Contiene flavonoidi con proprietà antiossidanti: beta-carotene, luteina e zeaxanthina. Essi sono coadiuvanti nella digestione poichè regolano il transito intestinale e proteggono il fegato.

Il consumo di carciofi è sconsigliato nei soggetti che soffrono di calcoli biliari in quanto possono creare il blocco o l’ostruzione del dotto biliare con conseguenti coliche dolorose.

 

Carciofi Ortofrutta TreviCarciofi in cucina

Come ogni verdura o ortaggio, il segreto per consumare i carciofi senza disperdere nessuna delle proprietà nutritive è quello di ridurre al minimo il tempo di cottura. Più si riduce la loro cottura più aumenta la digeribilità e maggiori sono le proprietà benefiche.

Come pulire i carciofi?

La pulizia dei carciofi richiede un po’ di tempo ma non è così difficile come sembra. Appena tagliato tende a diventare scuro, ossidandosi molto velocemente. Quindi è opportuno immergerli subito in acqua e limone.

Ugualmente, per pulire i carciofi, è bene usare dei guanti, altrimenti potrebbe annerirsi la vostra pelle a causa delle sostanze in essi contenute. Eliminiamo le foglie più dure, arrivando al cuore del carciofo; puliamo il gambo, eliminando la parte finale e rimuovendo lo strato fibroso più esterno.

Tagliamo le punte, fino a 2-3 cm. Procediamo tagliando a metà i carciofi, poi in quarti ed eliminiamo la peluria interna, la “barba” del carciofo, utilizzando un coltello. Inserite i carciofi in una ciotola con acqua e succo di limone, lasciandoli in ammollo per una ventina di minuti. Una volta scolati, utilizzateli come previsto dalla ricetta.

Il carciofo nella tradizione culinaria romana

Carciofi Ortofrutta TreviUn piatto tipico della tradizione della cucina romana e laziale, che deriva  dalla tradizione culinaria ebraica (come indica il nome) sono i Carciofi alla giudia, di cui vi lasciamo la ricetta. Un’altra preparazione tipica romana, prevede la cottura dei carciofi al forno.

Per questa ricetta sono adatti i carciofi romaneschi, o comunque piuttosto grossi, ma giovani, teneri e senza spine. Dopo la loro pulizia, vanno privati della punta lasciando un paio di centimetri di gambo.

Allarghiamone le foglie, togliendo loro la barba interna e per poterli condire internamente al meglio con il trito di prezzemolo, aglio e mentuccia. Rosoliamoli nell’olio, aggiungendo qualche acciuga. Disponiamoli a testa in giù in una teglia da forno, saliamo, cospargiamo di olio e ricopriamo di acqua. Cuociamoli così incoperchiati fino a quando non diventeranno teneri; sarà necessaria circa un’ora in forno a 170°.

Tonnarelli carciofi, cacio e pepe 

  • Carciofi Romaneschi 3;
  • Tonnarelli 400 g;
  • Prezzemolo 1 mazzetto;
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • Aglio 1 spicchio;
  • Pecorino Romano 100 g;

In questa ricetta utilizzeremo i tonnarelli già pronti; se volete, ovviamente, potrete prepararli voi fatti in casa. Iniziamo con il pulire i carciofi; facciamo soffriggere leggermente in una padella uno spicchio di aglio con l’olio poi uniamo i carciofi, saliamo e lasciamo cuocere per una decina di minuti, aggiungendo anche il prezzemolo.

Mentre la pasta cuocerà in abbondante acqua salata, in una terrina in cui versiamo un filo di olio, aggiungiamo il pecorino e un po’ di acqua di cottura della pasta in modo che il formaggio possa sciogliersi; aggiungiamo il pepe poi uniamo i tonnarelli mantecando bene il tutto.

Carciofi Ortofrutta TreviCarciofi trifolati

Un modo saporito ma più semplice di preparare i carciofi è quello di farli trifolai in padella; per 4 persone ci serviranno questi ingredienti:

  • Carciofi 6:
  • Aglio 1 spicchio;
  • Limone 1;
  • Prezzemolo 20 g;
  • Mentuccia 10 foglie;
  • Sale q.b.;
  • Olio extravergine di Oliva 75 ml;
  • Acqua 100 ml.

Puliamo i carciofi, eliminando le foglie più dure e immergendoli nell’acqua limonata come spiegato precedentemente. Laviamo e tritiamo il prezzemolo, spelliamo e schiacciamo l’aglio.  Prepariamo un leggero soffritto con aglio e olio, uniamo i carciofi e i gambi, il sale e metà del prezzemolo oltre alla menta.

Mescolateli di tanto in tanto scuotendo la pentola, cercando di evitare di usare la forchetta per non rovinarli. Si può verificare la loro cottura, infilzando la testa del carciofo; una volta cotti, cospargete con prezzemolo restante.

I carciofini, inoltre, possono essere preparati anche come conserva; ottimi come antipasto, contorno o da utilizzare per impreziosire qualsiasi ricetta.

 

 

Vi piacciono i carciofi? Come siete soliti cucinarli? Grazie per aver letto questo post. Lasciateci un commento qui sotto, saremo lieti di leggervi.

Presso la Trevi srl troverete un’ampia scelta di carciofi. Veniteci a trovare, vi aspettiamo insieme a tutti i nostri prodotti, sempre freschi. Ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.

Spinaci, semplici e resistenti

Gli spinaci sono una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, la stessa delle bietole. Il suo nome scientifico è Spinacia oleracea e, all’interno di questa specie esistono molte varietà.
Indissolubilmente legati al mito di Braccio di Ferro, sono qualificati, grazie a questo, come alimento dalle proprietà particolarmente rigeneranti. Sono un ortaggio dalla presenza importante sulle tavole degli italiani.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaCome coltivare gli spinaci

La loro coltivazione venne importata nel nostro paese dagli Arabi, sin dal lontano XIII secolo. Questo ortaggio cresce abbastanza rapidamente e può essere seminato tanto in vaso che direttamente nel terreno.

Non richiede cure particolari; è importante però, prima di procedere nella semina, scegliere un terreno col ph giusto – preferibile 6.5 o leggermente superiore – evitando di utilizzare concimi a base nitrica, dal momento che potrebbero accumularsi nelle foglie e renderli leggermente tossici.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaSolitamente si preferisce collocare le piantine in zone ombreggiate; il terreno deve essere ben lavorato al fine di drenarne l’acqua in eccesso.

Le piante coltivate nel terreno possono essere seminate in file distanti circa 30 cm l’una dall’altra e le piantine possono distare 15 cm tra loro.

I semi devono essere collocati ad una distanza di circa 5 cm, ad una profondità di 1 cm circa, per poi diradare le piante una volta che saranno spuntate.

La pianta è particolarmente resistente; sono ortaggi che si prestano ad essere seminati tutto l’anno, ma il periodo di semina più intensivo è quello primaverile, marzo, aprile e, successivamente, settembre per poterli gustare in autunno.

La raccolta degli spinaci

La loro crescita è veloce e il raccolto deve essere effettuato relativamente presto, prima della fioritura, altrimenti le foglie, che sono la parte commestibile, iniziano ad indurirsi.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaQuest’ultime possono essere mangiate in qualsiasi momento: quelle più giovani sono più tenere e possono essere mangiate anche crude ad insalata; quelle più grandi è preferibile mangiarle cotte.

La raccolta delle singole foglie è fortemente consigliata soprattutto in caso di coltivazione in vaso. La pianta così ha modo di sviluppare foglie più piccole e originarne altre.

Si preferisce procedere alla raccolta in una giornata completamente asciutta, quando sia la pianta che il terreno sono asciutti. Laddove raccogliate l’intera pianta, utilizzate un coltello, recidendo la rosetta delle foglie ad una profondità di circa 2 cm così potranno nascere nuove foglioline.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

Le proprietà nutritive

Gli spinaci sono un alimento ricco di ferro e di vitamine; hanno proprietà antiossidanti e, essendo ricchi di fibre, regolano la peristalsi e la funzione dell’intestino.

La presenza dell’acido ossalico e dei suoi derivati, rendono però alcune delle proprietà principali di questi ortaggi difficilmente assimilabili ma queste sostanze possono essere disattivate dalla cottura o aggiungendo succo di limone per condirli.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

La clorofilla di cui sono ricchissimi aiuta ad assorbire ferro; attenzione però a chi soffre di osteoporosi oppure è reduce da una frattura ossea che deve calcificarsi.

Se mangiati troppo frequentemente, possono infatti limitare l’assorbimento del calcio da parte del nostro organismo, quindi in questi casi è bene consumarli con moderazione o farsi seguire da un nutrizionista.

Alcuni altri effetti collaterali registrati sono relativi all’accumulo di calcoli renali, derivati principalmente dall’assimilazione dell’ossalato di calcio, quindi le persone predisposte alla formazione di queste calcificazioni dovrebbero consumarne in quantità moderate.

In 100 grammi di spinaci, che hanno un totale di sole 23 Kcal, coesistono una grossa componente d’acqua (90%), le proteine al 3,5%, 558 mg di potassio e 2,9 mg di ferro.

Il potere antiossidante è garantito dalla presenza delle vitamine E e K. Sono alleati del cuore e della vista e svolgono una importante funzione regolatrice del funzionamento intestinale.

Il mito del braccio di ferro (Popeye) relativo alla credenza che gli spinaci fossero una fonte importante di ferro è, in realtà, legato ad un errore di trascrizione nelle primissime tabelle nutrizionali (uno zero in più!). Il ferro è sì contenuto ad alte percentuali ma rimane pressochè inutilizzato a causa della forma chimica e della presenza di ossalati e derivati.

Spinaci Ortofrutta Trevi srl RomaIdee culinarie

Gli spinaci sono da sempre l’ingrediente perfetto da abbinare con ricotta o altro formaggio morbido, per realizzare appetitosi ripieni: dalle torte rustiche ai cannelloni, dalle sfoglie alle crepes.

Realizzare questo ripieno è davvero facile: basterà lessarli leggermente ed unire gli ingredienti, aggiustare un po’ di sale ed il gioco è fatto!

Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

Pesto di spinaci

Una volta che realizzerete questo pesto, può essere utilizzato come preferite: non solo come condimento per la pasta ma anche ripieno per lasagne, come crema da spalmare su pane o per insaporire la carne o il pesce.

La sua preparazione è davvero semplice.

  • Spinaci 200 g
  • Grana 30 g.
  • Mandorle 30 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Sale q.b.Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma
  • Olio Evo 50 ml
  • Basilico q.b.

Lavate gli ortaggi e cuoceteli a vapore per un paio di minuti, in modo da preservare le loro caratteristiche nutritive. Metteteli in una ciotola insieme alle mandorle pelate, allo spicchio d’aglio al formaggio  grattugiato, a qualche foglia di basilico, al sale e all’olio. Infine, mixate il tutto mano a mano che versate l’olio a filo: otterrete una crema omogenea che non dovrà risultare troppo liquida.

Spinaci al burro

  • Spinaci freschi puliti 500 g.
  • Aglio 1 spicchio

  • Burro 25 g.
  • Parmigiano grattugiato 25 g.
  • Sale q.b.
  • Parmigiano in scaglie 10 g

Cuocete gli spinaci a vapore per 5 minuti circa.  Poi sciogliete il burro in una padella antiaderente, facendo dorare al suo interno uno spicchio d’aglio. Aggiungete gli spinaci e lasciate insaporire per qualche minuto, aggiustando di sale. Unite il parmigiano grattugiato e mescolate; cospargete con le scaglie e servite i vostri spinaci.

Frittata di spinaci Spinaci Ortofrutta Trevi srl Roma

Un altro piatto classico ma pratico e veloce da realizzare è la frittata con spinaci. Per 4 persone ci serviranno:

  • Uova 4
  • Spinaci 250 g.
  • Parmigiano 25 g.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
 Puliamo gli spinaci e cuociamoli al vapore un paio di minuti, avendo cura poi di strizzarli e tritarli grossolanamente con un coltello. Apriamo le uova in una ciotola, sbattiamole e aggiungiamo sale, pepe e parmigiano. Uniamo anche gli spinaci ed amalgamiamo per bene. Trasferiamo questo composto in una teglia imburrata; cospargiamo l’intera superficie di formaggio e inforniamo in forno statico a 180° per 25 minuti. Tagliatela a spicchi o cubetti e servite la vostra frittata.
Infine, vi lasciamo il link per curiosare il procedimento per realizzare una centrifuga di spinaci.

 

Nel vostro orto avete gli spinaci? Come siete soliti mangiarli? Grazie per aver letto questo post, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto.

Vieni a trovarci, oltre ad un ampio assortimento di legumi, troverai tantissimi prodotti, sempre freschi. Ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.

Da orto, da foraggio e da zucchero: le varietà di barbabietola

La barbabietola è una pianta conosciuta e diffusa in tutta Italia, di cui esistono diverse varietà differenziate anche nell’impiego cui sono destinate. Le barbabietole da foraggio sono impiegate nell’alimentazione del bestiame da allevamento mentre quelle da zucchero, con un’altissima componente di saccarosio, vengono utilizzate nell’industria saccarifera.
La varietà più diffusa è anche detta barbabietola rossa e si caratterizza per essere una pianta erbacea biennale, di cui possono essere consumate sia le foglie, cotte, sia le radici a forma di tubero dal colore rosso brillante.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaBarbabietola da orto

La pianta di barbabietola ha bisogno di una concimazione moderata ed è adattabile a molti tipi di terreno che, tuttavia, sarà necessario mantenere sempre adeguatamente umido. Non richiede di essere piantata in pieno sole, accontentandosi anche della mezzombra.

Si tratta di un tubero che può essere seminato in primavera in pieno campo. Viene distribuito in file a 25 – 30 centimetri di distanza l’una dall’altra; i semi possono essere depositati a 10 centimetri di profondità, salvo poi diradare le piantine una volta cresciute.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaTra una piantina e l’altra è bene sempre mantenere una distanza di almeno 15 centimetri in modo tale che le radici commestibili possano svilupparsi completamente. In caso di coltivazione con seme, esso va posto nel terreno ad una profondità di 2 o 3 centimetri.

Le barbabietole gradiscono particolarmente l’operazione di pacciamatura: può essere effettuata spargendo della paglia tutto intorno alla semina e mantenendo l’habitat umido; è richiesta irrigazione costante per evitare che la radice diventi troppo coriacea e risulti difficile da mangiare.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaPossono essere consumate sia crude (magari grattugiata nelle insalate) che cotte. Il procedimento di cottura disattiva gli ossalati naturalmente presenti nella radice, ma riduce anche in parte le altre proprietà nutritive, come accade nei procedimenti di cottura della maggior parte degli ortaggi.

 

La raccolta delle barbabietole

Le barbabietole si raccolgono dopo circa due mesi dalla semina. La radice è sempre ben visibile ad occhio nudo, quindi è facile capire quando è il momento di coglierle; mancando un processo di maturazione, si può optare per le radici più giovani, particolarmente tenere e gradevoli da consumare anche crude.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaSi consiglia di non far crescere troppo il tubero: al massimo 10 centimetri di diametro. Possono essere conservate in un luogo fresco ed ombroso, spesso in cantina. La conservazione in una cassetta, coperte di sabbia umida costituisce l’habitat ottimale per mantenerle fresche a lungo.

La barbabietola fa bene?

Possiamo considerarle un concentrato di sali minerali e vitamine. La barbabietola rossa si caratterizza per la presenza di tanti sali minerali e vitamine ed è composta principalmente da acqua. Ricca di magnesio, potassio (325 mg per 100 grammi) e di fosforo, che la rendono un alimento dalle particolari caratteristiche antiossidanti. La presenza dei flavonoidi serve a preservare l’organismo dall’azione dei radicali liberi.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaEssendo ricca di Vitamina B, nella barbabietola si registra la presenza dell’importante acido folico (vitamina del gruppo B9) che è particolarmente utile alle mamme in gravidanza per incentivare lo sviluppo del feto e prevenirne difetti di sviluppo.

La ricchezza di sali minerali rende il succo e la radice della barbabietola particolarmente adatte ad essere consumate in caso di anemia; con le sue proprietà contrasta anche i disturbi cardiovascolari ed è un valido alleato contro il tumore al colon.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaInfine, le vitamine presenti nella barbabietola rafforzano i capillari e contribuiscono ad un generale miglioramento della circolazione sanguigna. A 100 grammi di barbabietole corrispondono a 43 Kcalorie.

Nonostante la loro azione contrasti le malattie del fegato, la presenza di acido ossalico nelle barbabietole e nei suoi derivati è controindicata a chi soffre di calcoli renali. Essendo inoltre un alimento che contiene zuccheri (7 grammi ogni 100 grammi) è da consumare con attenzione nel caso di diabete.

Barbabietole in cucina

La barbabietola è un tubero molto dolce che si presta ad essere impiegato come ingrediente a crudo, magari nelle insalate, oppure cotto; se lo utilizzate previa cottura, il suo particolare colore tingerà ogni vostro piatto!

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl Roma

Risotto alla barbabietola

  • Riso 320 g;
  • Barbabietole precotte 260 g;
  • Yogurt Greco 100 g.;
  • Brodo vegetale 1 litro;
  • Scalogno 1;
  • Vino bianco 30ml;
  • Timo 2 rametti;
  • Sale q.b.
  • Olio Extravergine di oliva 30 ml;

Per realizzare il risotto ci occorrerà del brodo vegetale, preparatene quindi circa 1 litro. Tagliate le barbabietole a fette poi unitele insieme ad un mestolo di brodo e frullatele con un mixer ad immersione. Tagliate a dadini lo scalogno poi, in un tegame versatelo insieme all’olio e lasciate rosolare per qualche minuto mescolando spesso.

Versate il riso e, dopo averlo fatto tostare per circa 3 minuti, sfumatelo con il vino bianco e dopo che questo sarà evaporato, aggiungete il brodo vegetale un mestolo alla volta, ogni volta che si asciugherà troppo. Trascorsi circa 10 minuti dalla cottura, versate metà della purea di barbabietola. Salate e proseguite la cottura per altri 5 minuti, aggiungendo sempre all’occorrenza il brodo, poi versate la restante purea e mescolate. Ultimate la cottura del risotto, ci vorranno altri 5 minuti circa; appena sarà pronto, spegnete il fuoco e mantecate con olio di oliva. Distribuite sui piatti la barbabietola restante, tagliata a cubetti , guarnite con yogurt greco e foglioline di timo fresco.

Pasta con Pesto alla barbabietola

Ecco le dosi per preparare questo primo piatto per 4 persone:
Barbabietola Ortofrutta Trevi srl Roma

  • Pasta 400 g;
  • Sale q.b.;
  • Basilico qualche foglia;
  • Panna fresca liquida 150 ml;
  • Pinoli 50 g;
  • Parmigiano reggiano 50 g; 
  • Olio di oliva 130 ml;
  • Limoni 1 il succo;
  • Basilico 6 foglie;
  • Timo 3 rametti tritato;
  • Barbabietole 400 g lessate.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaPeliamo le barbabietole poi affettiamole con uno spessore di circa 2 cm; disponiamo le fette sopra una teglia da forno in modo che non si sovrappongono. Cospargiamo un filo di olio di oliva, sale e timo tritato; cuocete in forno preriscaldato a 200° per 35 minuti. A cottura ultimata, facciamo raffreddare la barbabietola poi aggiungiamo i pinoli, l’olio e frulliamo il tutto per pochi istanti. Uniamo parmigiano, basilico e mixiamo nuovamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Incorporiamo panna liquida e nuovamente frullate; aggiungiamo anche il succo di un limone filtrato. Cuociamo la pasta (del taglio che preferite) in abbondante acqua salata; trasferite in una padella il pesto di barbabietola, poi, a cottura ultimata, versate anche la pasta al suo interno. Fatela saltare qualche secondo per amalgamare il tutto e cospargete una manciata di pinoli interi. Servitela ben calda!

Torta di barbabietola e cacao

Sì, avete letto bene: possiamo utilizzare la barbabietola anche come ingrediente per squisite torte! Il risultato sarà soffice e saporito. Ecco la ricetta:

  • Zucchero 190 g.;
  • Farina 00 260 g;
  • Barbabietole precotte 400 g.;
  • Cioccolato fondente 130 g.;
  • Olio di semi di mais 230 g.;
  • Lievito in polvere 16 g.;
  • Baccello di vaniglia 1.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl RomaRiduciamo a dadini le barbabietole già cotte; versiamole in un contenitore, aggiungiamo un filo di olio e frulliamo con un mixer. Otterremo una crema omogenea. Ora tritiamo il cioccolato in modo grossolano e facciamolo sciogliere a bagnomaria.

Mentre si raffredda pensiamo all’impasto: uniamo zucchero e uova, semi della bacca di vaniglia e aiutandoci con uno sbattitore elettrico creiamo un composto ben spumoso, occorreranno circa 1 minuti. Uniamo l’olio e continuiamo. Setacciamo la farina con il lievito e aggiungiamoli all’impasto un poco per volta.

Infine uniamo anche il cioccolato e amalgamiamo il tutto. A questo punto unite anche la crema di barbabietola, poi versate il composto in una tortiera precedentemente imburrata e foderata.

Barbabietola Ortofrutta Trevi srl Roma

Cuocete in forno statico preriscaldato a 170° per 65 minuti. Appena cotto (fate la prova dello stecchino!), sfornate il dolce e lasciatelo intiepidire. Cospargete di zucchero a velo in superficie, se di vostro gradimento.

Qui vi lasciamo il link in cui troverete la ricetta della zuppa Bortsch,  famosa zuppa a base di barbabietola originaria dei paesi dell’Est come Russia e Ucraina.

 

Vi piace il sapore della barbabietola? Come siete soliti consumarle? Grazie per aver letto questo post, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto.

Vieni a trovarci, troverai oltre alle barbabietole, tantissimi prodotti, sempre freschi. Ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.

Pomodori, da ornamento velenoso a pomo d’oro

La pianta del pomodoro sembra essere originaria dell’America del Sud, in particolare del Messico e del Perù, dove viveva come pianta selvatica che, grazie al clima tropicale, riusciva a dare pomodori durante tutto l’anno.

Raggiunse l’Europa intorno alla metà del 1500 e finì per essere coltivata in tutto il mondo. Non ottenne sin da subito il successo di cui oggi gode; i primi pomodori giunti in Europa erano piccoli e giallognoli (da cui probabilmente deriva il nome pomum aureus (mela o pomo d’oro), non molto invitanti; erano sospettati di essere velenosi e venivano utilizzati come pianta ornamentale.

Pomodoro Ortofrutta TreviCol passare del tempo, complice il clima più favorevole, la pianta di pomodoro raggiunse il Sud Italia, ottenendo frutti più grandi e di colore arancione-rosso, sicuramente più belli.

Progressivamente divenne uno dei cibi maggiormente consumati dai contadini più poveri, vista la sua facile reperibilità e il basso costo. Un salto verso un maggiore apprezzamento si verificò con le pestilenze tra il 1600 e il 1700, quando in assenza dei cibi solitamente consumati, anche i benestanti furono costretti ad individuarne di alternativi.

 

Coltivazione dei pomodoriPomodoro Ortofrutta Trevi

Dalle numerose varietà, la pianta dei pomodori è a crescita indeterminata e richiede supporti. Le tipologie più precoci completano il ciclo produttivo dopo 140 giorni; i frutti possono essere staccati ancora verdi, di solito devono passare circa 45/50 giorni dalla fioritura.

In Cile e in Ecuador in particolare, il pomodoro esiste come pianta selvatica e grazie al clima tropicale, fornisce frutti durante tutto l’anno; nelle regioni europee, invece, se coltivato all’aperto, ha un ciclo stagionale limitato al periodo estivo.

Il fusto della pianta, alta al massimo due metri, non è abbastanza resistente per sostenere i pomodori e quindi ha bisogno di appositi sostegni: la crescita è supportata da canne di bambù che, una volta piantate a terra, divengono il supporto intorno al quale si intrecciano foglie e rami.

Si adatta a climi caldi e secchi ma, in tali circostanze, riduce la sua produttività; al contrario, gli aumenti sono significativi in presenza di abbondante acqua. La pianta di pomodoro necessità di fertilizzanti per raggiungere il massimo delle sue capacità produttive; sopporta in modo scarso le basse temperature, preferendo climi miti e ottima luminosità.

Varietà infinite di pomodori

Pomodoro Ortofrutta Trevi

Siamo soliti utilizzarlo in cucina il pomodoro come verdura, ma in alcune parti del mondo, è considerato un frutto, in modo simile a mele, pere ecc.

Il pomodoro è forse l’ortaggio con più tipologie di forme della pianta e dei frutti. In commercio siamo abituati a vedere tantissime varietà di pomodori; possiamo tralasciare i loro nomi specifici, poichè di solito li scegliamo in base all’uso che intendiamo farne. Le tipologie più apprezzate e diffuse sono:

  • San Marzano;
  • Datterino e Ciliegino;
  • Cuor di bue;
  • “Da insalata”;
  • “Da sugo”.

Pomodoro Ortofrutta Trevi

Generalmente i pomodori nascono a grappoli, in quantità non esigue. Il loro numero aumenta per le varianti più piccole, meno esigenti in termini di spazio e, dunque, più adatte anche alla coltivazione in vaso.

I San Marzano, dalla forma allungata, sono particolarmente idonei alla conserva in barattolo (i “pelati”) poiché contengono poca acqua. Quelli che chiamiamo pakino, devono il loro nome al comune della Sicilia in cui furono coltivati; al contrario di quanto si pensa generalmente, rientrano in questa tipologia non solo la tipologia ciliegino ma anche il pomodoro detto costoluto. I ciliegino, piccoli e sferici, si prestano bene ad uso a crudo o a sughi; mentre i datterino, dalla forma più allungata, hanno un sapore nettamente superiore a quello di qualsiasi altro ciliegino. Qui vedete un esempio delle numerose varietà di pomodoro esistenti.

I pomodori si conservano in frigorifero per tre o quattro giorni, ma potete anche scegliere di surgelarli: ridotti a pezzetti oppure in forma di salsa, possono mantenersi fino a nove mesi.

Pomodoro Ortofrutta TreviIl pomodoro fa bene?

I pomodori sono ricchi di importanti elementi nutritivi che li rendono un valido alleato per la nostra salute.

Sono costituiti in massima parte (94%) da acqua; vi si rintracciano notevoli quantità di sali minerali tra i quali il potassio, utile nel riequilibrare la componente idrica del nostro corpo; riesce a combattere problemi collegati ad essa, come stanchezza, crampi, ritenzione idrica; inoltre il potassio aiuta a ridurre la pressione arteriosa.

Un’ulteriore importante presenza è il fosforo, fondamentale nei processi di riparazione cellulare e nella regolazione del pH, utile anche per la salute di denti e ossa.

Pomodoro Ortofrutta Trevi

La Vitamina C, acido ascorbico, svolge una forte azione antiossidante: importante contro i radicali liberi e nello stimolare il buon funzionamento del sistema immunitario; risulta fondamentale anche per l’assorbimento di ferro e nella produzione di collagene.

Infine, la Vitamina K, ha un ruolo nel processo di coagulazione del sangue.

Il colore rosso dei pomodori è dovuto ad un antiossidante, il licopene; come nell’anguria, questo carotenoide è responsabile della colorazione; tra le sue proprietà, emerge quella antinfiammatoria oltre a quella protettiva nei confronti della vista.  Risulta prezioso anche nella lotta all’invecchiamento cellulare e contro i tumori.

Povero di calorie, il pomodoro può essere consumato anche da chi deve seguire una dieta ipocalorica (100 g. per 18 calorie).

Dunque avanti tutta con insalate, sughi, salse, conserve: il pomodoro nella nostra cucina è davvero onnipresente. Riuscireste a rinunciarvi? In questo post vi diamo qualche spunto su come utilizzare i pomodori.

Trevi s.r.l. vi invita a consumare prodotti italiani. Vieni a trovarci, ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.

Peperoncino, spezia dell’antichità

Le origini della pianta del peperoncino sono antichissime, risalenti al 5000 a.C.; esistono testimonianze della sua presenza in molte civiltà precolombiane come quelle Azteca, Inca e Maya, da cui proviene, ad esempio, una sua rappresentazione su una stele insieme ad un drago. Reperti archeologici ne indicano la coltivazione come pianta in Messico dove era una delle spezie più utilizzate.

Peperoncino Ortofrutta TreviDall’America in Europa con Cristoforo Colombo

Sembra essere citato in una relazione di viaggio dall’esploratore genovese; nel Vecchio continente il peperoncino si adattò perfettamente alle condizioni climatiche, diffondendosi così anche in Africa e Asia.

La pianta di peperoncino fa parte della famiglia delle Solanacee, del genere Capsicum, a cui appartiene anche il peperone; entrambi presenti sulla nostra tavola durante la stagione estiva.

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Semina e raccolta

La pianta del peperoncino è piuttosto facile da coltivarenon ha grandi esigenze e può crescere benissimo sia in orto che in vaso, non ostacolato dalle piccole dimensioni dei frutti. Quello più coltivato in casa è il cayenne, particolarmente abbondante nel raccolto.

La semina è prevista a fine inverno o inizio primavera, mentre il raccolto dei peperoncini inizia in estate e può protrarsi per qualche mese.

Peperoncino piccante: perchè?

Siamo soliti pensare che questa sua caratteristica distintiva dipenda esclusivamente dai semi al suo interno; ciò è sicuramente vero ma il responsabile principale dell’essere più o meno piccante è la quantità di capsaicina contenuta, ovvero il principio attivo di cui i peperoncini sono ricchi su tutta la superficie e non solo nei semi.

Sapevate che esiste una scala di misurazione della loro piccantezza? Ebbene sì, si chiama Scala Scoville, dal nome del suo ideatore che mise a punto questo sistema di misurazione agli inizi del Novecento. Qui potete approfondire l’argomento, se volete.

Tra i peperoncini più conosciuti, dal meno al più piccante troviamo:

Peperoncino Ortofrutta Trevi

  • Calabrese, detto diavolicchio, ha una piccantezza media; molto amato, è particolarmente indicato per la lavorazione sott’olio poiché mantiene bene aroma e sapore.
  • Jalapeno, di media grandezza,  è piccante in modo moderato, si consuma in salamoia o essiccato. Viene coltivato prevalentemente in Messico e nel sud degli Stati Uniti; con la maturazione può assumere un colore che varia dal verde scuro al rosso acceso.
  • Habanero, è tra i più piccanti, prodotto in Messico, fu riconosciuto come il più piccante tanto da ricevere il Guinness dei Primati fino al 2006. La sua coltivazione si è poi diffusa anche in Italia (Calabria e Toscana).
  • Cayenna, piccante, dalla forma allungata e sottile, deve il suo nome alla città d’origine, la città di Cayenne (dipartimento francese in America meridionale); è una tipologia coltivata in particolar modo in Campania e in Calabria

Il peperoncino fa bene?

I peperoncini hanno numerosi benefici. Poveri di calorie (circa 30 ogni 100 gr), sono costituiti principalmente da acqua e una buona quantità di carotenoidi, capsaicina e vitamine. Tra esse quella maggiormente presente è la vitamina C. Un peperoncino da 10 gr può arrivare a contenere il 30% del fabbisogno giornaliero di vitamina C di un uomo adulto; al contrario, i peperoncini secchi, hanno un contenuto praticamente nullo a causa della perdita di proprietà nutritive durante il procedimento di essiccazione.

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Sono ricchi di polifenoli, sostanze antiossidanti che conferiscono loro proprietà benefiche. Risulta utile nella cura di raffreddore, sinusite; stimola il transito intestinale.

Può essere usato anche come antidolorifico in artriti o cefalee. neuropatia diabetica, nevralgie post-herpetiche e del trigemino, sintomi post-mastectomia, cefalea a grappolo.

La lecitina posseduta lo rende un vasodilatatore, rafforzando le coronarie e donando elasticità alle arterie.

Il peperoncino maturo è particolarmente ricco di carotenoidi e sali minerali come potassio, calcio e fosforo. Contiene flavonoidi e i capsaicinoidi, dall’effetto antibatterico (questo dovrebbe far sì che i cibi cotti col peperoncino possano essere conservati più a lungo).

Peperoncino Ortofrutta Trevi

Tradizionalmente lo si ritiene un cibo afrodisiaco ma non esiste nessuna prova a riguardo.

Le sue proprietà sono numerose; tuttavia il suo consumo deve essere personalizzato in base alla tolleranza personale, soggettiva da individuo a individuo. Generalmente ne viene sconsigliato il consumo a coloro che soffrono di acidità di stomaco, ulcera , reflusso gastroesofageo o emorroidi.

Oltre ad essere ricco di proprietà benefiche, il peperoncino è particolarmente apprezzato in cucina; in questo post  vi diamo qualche suggerimento su come realizzare un olio piccante e dei peperoncini ripieni.

Mi raccomando, fate attenzione: per sicurezza maneggiate i peperoncini con i guanti e non portate le mani alla bocca e soprattutto agli occhi.

 

Voi siete degli amanti del peperoncino? Vi dilettate nella sua coltivazione? Lasciateci un commento, saremo lieti di leggervi.

Vuoi prodotti sempre freschi e di ottima qualità? Contattaci o vienici a trovare, ci trovi al centro di Roma, a due passi da Fontana di Trevi. Ti aspettiamo!

Zucchina o zucchino?

Siamo abituati a chiamare questi ortaggi zucchine ma in realtà dal sito dell’Accademia della Crusca scopriamo che il termine dall’origine più remota è zucchino, risalente al 1875; pare che tra i due sia da preferire il maschile, poiché nei Grandi Dizionari della lingua italiana assistiamo al rinvio da zucchina a zucchino. Entrambi sono corretti e, sicuramente, i dialetti hanno contribuito a variare l’uso del termine; il maschile è preferito in Toscana, Piemonte e Sardegna, mentre il femminile è più comune nelle altre regioni di Italia.

Zucchine coltivate già 10 mila anni fa

zucchine in arteLa pianta delle zucchine, scientificamente chiamata Cucurbita pepo, ha origine in America meridionale poiché sono state rinvenute testimonianze di una sua primitiva coltivazione circa 10 mila anni fa in Messico. Probabilmente si consumavano i semi, altamente energetici, più che i frutti. Dal XVI secolo, fu importata in Europa, Asia ed Africa. Le condizioni climatiche miti contribuirono a diffonderne ampiamente la coltivazione in Italia. La rapida diffusione dopo la scoperta dell’America è testimoniata dalla presenza delle zucchine insieme ai loro fiori, all’interno di un dipinto del cremonese  Vincenzo Campi (1580), conservato a Brera, in cui la fruttivendola mostra la sua merce e tra i tanti ortaggi e frutti si vedono, all’interno di una cassetta all’estrema destra nel dipinto, i nostri zucchini con tanto di fiori attaccati!

Coltivazione delle zucchine

Zucchine pianta

Oggi la loro coltivazione è diffusa in tutta Italia; la semina delle zucchine può avvenire direttamente nel terreno, solitamente da aprile a giugno, ed essendo una pianta di origine tropicale, necessita di temperature miti. Il freddo potrebbe bloccare la crescita delle piante. La coltivazione delle zucchine non richiede un lavoro particolare; il terreno deve essere ricco di sostanze organiche (di cui la pianta si nutrirà ampiamente, per questo è sconsigliato seminare in modo consecutivo nello stesso terreno) ed umido.

Per chi crede a tali influenze, si dice che il momento più adatto alla semina delle zucchine dovrebbe coincidere “con luna crescente”.

La pianta è cespugliosa o rampicante, può produrre fino a 20 frutti e necessita di molta acqua. A causa delle sue foglie di grandi dimensioni è soggetta a insolazioni, per cui l’ideale sarebbe creare un’area ombreggiata attraverso teli o reti.

Raccolta: fiori e frutto

Ormai troviamo le zucchine tutto l’anno, poiché possono essere coltivate in serra ma secondo la naturale stagionatura esse maturano all’inizio dell’estate e possono essere raccolte fino a settembre. Nel momento della raccolta, le zucchine sono in realtà frutti ancora acerbi, come lo erano anche i fagiolini.

Fiore di ZuccaLa pianta della zucchina è una delle poche di cui in cucina si consumano sia il fiore che il frutto. La zucchina (frutto), se raggiunge la sua piena maturazione, può arrivare a misurare anche un metro, ma i semi al suo interno la renderebbero immangiabile.

Generalmente, l’avvio della produzione di zucchine avviene dopo un mese dalla semina e, se non colte, continuano a proliferare giornalmente, per almeno due mesi.

Sapevate che i fiori di zucchina (comunemente chiamati fiori di zucca), prodotti dalla stessa pianta, hanno un sesso? Dalla pianta nascono sia i fiori maschio che i fiori femmina; solo da essi, però, viene generato l’ortaggio, a patto che siano stati impollinati con il polline del maschio, trasportato dagli insetti o dal vento. I fiori maschili, svolto il loro compito, seccano, e possono essere raccolti prima del loro deperimento; mentre è importate lasciare i fiori femminili poiché generano il frutto.

In base alla loro forma, distinguiamo:Zucchine Tonde

  • Zucchine allungate, le più comuni, si diversificano in base alla gradazione del colore verde, rispettivamente in nera di milano con buccia più scura; fiorentina, verde striato; romanesca, più chiara, ricoperta di una leggera peluria e con numerose striature verdastre.
  • Zucchine tonde o toscane, verdi, dal diametro variabile, sono l’ideale da cucinare con un ripieno.
  • Zucchina gialla, dal gusto più forte e deciso,  ma non producono fiori commestibili.

Quali benefici possiamo ricavare dal consumo di zucchine?

Zucchine Nere

  • Proprietà diuretiche, in virtù dell’alto contenuto di acqua (oltre 90%) e sali minerali e basso contenuto di sodio.
  • Proprietà antinfiammatorie, grazie alle Vitamine A e C, soprattutto in patologie quali artrosi, artrite ed asma.
  • Contrastano la fatica, poiché contengono potassio in grandi quantità.
  • Fibre e acqua, aumentando la sensazione di sazietà, le rendono ipocaloriche, particolarmente adatte ad essere consumate nelle diete.
  • Aiutano a contrastare il ristagno di liquidi nei tessuti (ritenzione idrica), grazie all’abbondante quantità di acqua e potassio contenuti in esse.

Inoltre le zucchine crude contengono luteina, un pigmento che svolge un ruolo protettivo per la vista, proteggendo irraggiamento da parte dei raggi UV; essa si trova soprattutto sulla buccia quindi la sua rimozione o la semplice cottura tendono ad eliminarla quasi del tutto.

Oltre alle numerose proprietà, le zucchine sono valide alleate per ricette facili e veloci. Voi come le cucinate solitamente? Vi diamo qualche spunto in questo post.

Grazie per aver letto questo post. Se avete dei suggerimenti, lasciateci un commento qui sotto, è sempre ben accetto!

Vi aspettiamo, insieme ai nostri prodotti sempre freschi a Roma, ci troviamo a due passi dalla Fontana di Trevi.