Cavolfiore bianco, l’infiorescenza dalle proprietà benefiche
Il cavolfiore, il cui nome scientifico è caulis floris appartiene alla famiglia dei cavoli, insieme al cavolo cappuccio e al cavolo verza, la cui denominazione scientifica è brassicacee o crucifere.
Il cavolfiore è costituito da una radice molto profonda che va a sostenere il suo fusto; in cima ad esso si crea un’infiorescenza di forma sferica, detta corimbo: la parte commestibile.
Cavolfiore: semina o trapianto?
Come accade per molti ortaggi, si può procedere alla coltivazione del cavolfiore bianco tramite semina o trapianto.
Si semina solitamente tra fine estate ed autunno ma le tempistiche variano anche in base alla tipologia di cavolfiore che viene acquistata. E’ un ortaggio che si consuma prevalentemente nei mesi invernali.
In caso si scelga la semina, la soluzione migliore è piantare preventivamente in semenzaio evitando di seminare direttamente nel terreno: le piantine così possono crescere più facilmente e più robuste poichè si trovano in un ambiente protetto. Per questo motivo è necessario collocare il seme a circa un paio di cm in profondità, bagnando costantemente il terriccio.
Cavolfiore bianco: dalla semina al trapianto
Trascorsi circa 40 giorni dalla semina in semenzaio, è possibile procedere con il trapianto delle piantine di cavolfiore bianco nel terreno: qui continueranno a crescere fino ad ottenere l’infiorescenza.
Il periodo ideale per il trapianto del cavolfiore varia, come la semina, dalla tipologia acquistata; in ogni caso è opportuno evitare di effettuare queste operazioni nei momenti di massima siccità o gelo.
È necessario che ogni piantina sia distanziata l’una dall’altra circa mezzo metro; anche per questo motivo, di solito, si tende a preferire il trapianto rispetto alla semina diretta: semi non germogliati lascerebbero spazio vuoto nel terreno.
Per raggiungere la maturazione completa sono necessari circa tre mesi dal trapianto; poichè il corimbo non viene totalmente coperto dalle foglie esterne che lo avvolgono, è possibile identificare il suo massimo sviluppo.
È importante però, non aspettare troppo perché condizioni meteorologiche ostili potrebbero causare un’accelerazione dell’apertura del cespo e provocare di conseguenza anche la sfioritura.
Dopo circa un mese dal trapianto si può procedere anche con la rincalzatura (o imbianchimento): questa operazione consiste nello spostare parte del terreno alla base della pianta per smuoverlo eliminando le piante infestanti. Utile anche per muovere la terra e coprire nelle zone più delicate la piantina.
Irrigazione e cura del cavolfiore bianco
La pianta del cavolfiore soffre molto il freddo ma anche le eccessive temperature possono causare danni soprattutto nelle fasi iniziali della crescita. La pianta prevede lo sviluppo di radici dette fittonanti, ovvero profonde; per questo motivo è necessario che il terreno in cui si decida di piantare sia sciolto e morbido: faciliterà la presa della piantina.
Nella sua coltivazione, il cavolfiore esige un’irrigazione costante soprattutto quando la pianta è ancora giovane; in questo caso l’acqua deve esser somministrata con molta delicatezza. Anche successivamente è bene non far mancare mai l’irrigazione a questo ortaggio, cercando di evitare il suo ristagno.
Una scarsa irrigazione potrebbe determinare la perdita del raccolto poiché il cespo del cavolfiore tenderà ad aprirsi e i fiori si allungheranno distanziandosi tra loro, come accade in caso di mancata raccolta.
In fase di crescita è consigliato prendersi cura del terreno circostante la piantina di cavolfiore: è opportuno liberare il suolo da eventuali erbe infestanti tramite continue lavorazioni del terreno con la tecnica della pacciamatura; spesso si utilizzano materiali compatibili, come appositi teli venduti in commercio oppure materiali naturali di recupero come paglia o foglie. Essi sono disposti intorno alle piante e, coprendo il suolo dalla luce, limitano la crescita di erbacce.

Cavolfiore viola: cos’è?
Al momento dell’acquisto, possiamo riconoscere un cavolfiore sia fresco o meno, soffermandoci sulle sue foglie che dovranno essere croccanti e non devono contenere zone più scure. Inoltre la parte commestibile, l’infiorescenza, deve presentarsi in colore molto acceso e compatta al tatto.
Essa, in genere, si caratterizza per la presenza di fiori di colore bianco, anche se in commercio esistono anche varietà di altre colorazioni. Una delle più particolari è quella viola. Il cavolfiore viola è un incrocio tra cavolo broccolo e cavolfiore comune.
In Sicilia questo tipo di cavolfiore è chiamato “violetto” ed è ricco di carotenoidi e antociani, che svolgono la funzione di antiossidanti, aiutando a contrastare i danni causati dai radicali liberi.
Proprietà benefiche del cavolfiore bianco
I cavolfiori contengono circa 25 calorie ogni 100 grammi; come molte verdure, il loro contenuto è pari a circa il 90% di acqua.
Tra le vitamine spiccano la vitamina C, valido alleato contro l’anemia, e la vitamina B9, detta acido folico, una sostanza estremamente importante per il corretto funzionamento delle risposte cerebrali e per la vista, oltre ad essere estremamente importante in gravidanza.
Inoltre sono presenti sia la vitamina B1, con un ruolo fondamentale nella trasformazione di glucosio in energia, sia la vitamina A, utile nella protezione di ossa e pelle.
Tra le altre sostanze nutritive contenute nel cavolfiore troviamo il calcio e il ferro. E’ estremamente ricco di sali minerali e di antiossidanti con importanti proprietà antitumorali, soprattutto nei confronti del colon: potassio, zinco e magnesio sono tutti elementi importantissimi per la costituzione di tessuti e cellule.
Le fibre contenute al suo interno regolarizzano le funzionalità intestinali. In 100 grammi di cavolfiore si trovano solo il 2,5% circa di zuccheri e questo fa sì che anche i diabetici lo scelgano all’interno della loro dieta.
Ha buona proprietà antiinfiammatorie: l’acqua di cottura può essere utilizzata per fare degli impacchi al viso per le infiammazioni cutanee o le acne, in quanto contiene elevate quantità di zolfo che è risaputo avere proprietà purificanti.
Gli unici accorgimenti da prestare nel consumo del cavolfiore sono per coloro che soffrono di meteorismo o colon irritabile, poiché l’assunzione potrebbe influire sui gonfiori; anche coloro che sono affetti da ipotiroidismo, in quanto le sostanze tiouree e tiocinati vanno ad influire direttamente sulla tiroide. Un consumo moderato è in questi casi auspicabile.
Un rimedio anti-odore
L’odore ingannevole che questo ortaggio emana durante la sua cottura è il motivo per il quale, spesso, è visto con diffidenza soprattutto dai più piccoli. Esso è dovuto al contenuto di sostanze quali tiocianati e tiouree che ad alte temperature si trasformano in gas. Un trucco molto utile per evitare l’emanazione dell’odore, è poggiare sul coperchio un pezzo di pane raffermo bagnato di aceto.
Il cavolfiore in cucina
Cimette di cavolfiore fritte 
- Cavolfiore 1
- Uova 2
- Acqua fredda 200 ml
- Sale q.b.
- Farina 00 200 g
- Olio di girasole 1,5 l
Dopo aver lavato abbondantemente il cavolfiore, ne ricaviamo le sue cimette; lessiamole in una pentola con acqua bollente ma senza cuocerle eccessivamente per evitare che durante la cottura si rompano o sfaldino.
Appena cotte, scoliamole e lasciamole raffreddare. Sbattiamo le uova in una ciotola ed uniamo acqua e sale. Aggiungiamo la farina precedentemente setacciata e mescoliamo per bene fino ad ottenere un composto omogeneo. La pastella così realizzata, dovrà riposare per circa un’ora; mettiamo a riscaldare l’olio per la frittura e, non appena sarà pronto, passiamo le cimette nella pastella per poi immergerle nell’olio bollente.
Lasciamo che si cuociano lentamente, cercando di non romperle nel girarle. Appena saranno dorate, scoliamole e disponiamole su un foglio di carta assorbente in modo da liberarle dall’olio. Servitele ben calde e croccanti.
Cavolfiore gratinato con i finocchi 
- Cavolfiore 500 g
- Parmigiano 150 g
- Finocchi 2
- Burro 40 g
- Latte 0.5 l
- Sale, pepe e noce moscata q.b.
Puliamo attentamente i finocchi, eliminando loro la base e facendoli a spicchi; laviamoli abbondantemente sotto l’acqua corrente in modo da eliminare ogni residuo di terra. Lessiamoli per qualche minuto e, a cottura ultimata, scoliamoli.
Ripetiamo le stesse operazioni anche con il cespo di cavolfiore: eliminiamo il fusto centrale e le foglie; dividiamolo a metà e laviamolo accuratamente. Lessiamolo in acqua e, dopo averlo scolato, separiamo le cimette che lo compongono.
Per preparare la besciamella, invece, scaldiamo il latte e separatamente sciogliamo il burro al quale aggiungiamo anche la farina setacciata: mescoliamo in modo energico. Uniamo al composto il latte caldo, mescolando per bene in modo che tutto si amalgami perfettamente. Con un pizzico di sale e di noce moscata, a vostro gradimento, imburriamo la pirofila e la riempiamo di cimette e finocchio, sale e pepe.
Copriamo tutto con la besciamella preparata e cospargiamo con parmigiano grattugiato. Inforniamo a 200 °C per 20 minuti e per realizzare la squisita gratinatura, utilizziamo per almeno 5 minuti la funzione grill del forno.
Parmigiana di cavolfiore
- Cavolfiore lessato 1 kg
- Parmigiano grattugiato 100 g
- Besciamella 300 ml
- Mozzarella q.b. (almeno una, ma dipenda da quanta parmigiana realizzate)
- Pancetta croccante 250 g
- Emmental 200 g
- Sale e Pepe q.b.
- Burro e pangrattato q.b.
Puliamo il cavolfiore, eliminando le foglie esterne e separiamo le sue cime. Lessiamolo al vapore fino a quando non diverrà tenero. Mentre il cavolfiore cuoce, in una padella antiaderente rosoliamo la pancetta.
Imburriamo la teglia, scegliendone una con i bordi alti; con il cavolfiore lessato creiamo un primo strato della nostra parmigiana; aggiungiamo sale e pepe, una spolverata di pangrattato e parmigiano. Uniamo qualche pezzetto di mozzarella, la pancetta rosolata e il formaggio. Un paio di cucchiai di besciamella completano questo strato. Ripetiamo la successione delle operazioni creando altri strati, fino ad esaurimento degli ingredienti. Poniamo in forno per 45 minuti alla massima temperatura.
Se volete evitare la cottura preventiva del cavolfiore, potete tagliarlo in fette sottilissime e procedere con la cottura diretta in forno. Inoltre, ricordate di utilizzare la mozzarella ben scolata della sua acqua di conservazione, altrimenti bagnerà troppo la parmigiana.
Pasta con crema di cavolfiore bianco
- Fusilli (o altro formato) 250 g

- Cavolfiore 300 g
- Formaggio grattugiato 100 g
- Aglio 1 spicchio
- Semi o polvere di finocchio mezzo cucchiaino
- Burro 1 cucchiaio
- Curry o peperoncino in polvere 1 pizzico
- Sale q.b.
Dopo aver lavato accuratamente il cavolfiore e spaccato in quattro parti, lo lessiamo in acqua bollente e salata, aggiungendo anche uno spicchio di aglio senza sbucciarlo. Dopo la cottura, conserviamo l’acqua: cuoceremo al suo interno la pasta.
Mentre la pasta si cuocerà, sbucciamo l’aglio e lo frulliamo insieme al cavolfiore, aggiungendo mezzo bicchiere di acqua di cottura. Per un sapore meno deciso, possiamo anche scegliere di non unire l’aglio al composto. Aggiungiamo il formaggio grattugiato, il burro e i pizzichi di finocchio, curry o peperoncino, aggiustando di sale in base ai propri gusti.
Quando la pasta sarà cotta, scoliamola ricordandoci di conservare da parte un altro bicchiere che potrebbe servirci per rendere meno densa la nostra crema di cavolfiore. Condiamo la pasta con la crema ottenuta e mescoliamo per bene, aggiungendo a poco a poco l’acqua qualora servisse.
Polpette di cavolfiore 
- Cavolfiore lesso 400 g
- Ricotta fresca 50-100 g
- Uova 1
- Pancarrè grattugiato 100 g
- Formaggio grattugiato 50 g
- Timo e maggiorana q.b.
- Pangrattato, sale e pepe q.b.
- Olio d’oliva
Lessiamo il cavolfiore in acqua salata e non appena sarà cotto, lo scoliamo lasciandolo intiepidire. Frulliamolo con un robot da cucina per ottenere una crema. Per evitare che diventi eccessivamente molle, dobbiamo prestare attenzione sia a non lessarlo eccessivamente sia a non frullarlo per troppo tempo.
Aggiungiamo alla crema ottenuta anche il pancarrè frullato, il sale e il pepe. Amalgamiamo aiutandoci con un cucchiaio e uniamo l’uovo. Mescoliamo il tutto per bene. Uniamo al composto il formaggio scegliendo quello che preferiamo. Spolverizziamo gli aromi poi, aiutandoci con un cucchiaio, iniziamo a preparare le nostre polpette. Per ottenere un impasto più morbido, è possibile aggiungere la ricotta.
Lavoriamo con le mani due cucchiaiate di impasto fino a realizzare delle polpette tonde. Rotoliamole nel pangrattato e disponiamole su una teglia leggermente unta con olio. Inforniamo in forno preriscaldato a 180° per 20-30 minuti circa. Per uniformare la cottura giriamole delicatamente.
Le ricette che possiamo sperimentare con il cavolfiore bianco sono tantissime. Vi lasciamo qui un link in cui ne troverete qualcuna. Fateci sapere come decidete di cucinarlo!
Vi piace il cavolfiore? Come siete soliti consumarlo? Grazie per aver letto questo post, lasciaci un commento qui sotto, è sempre ben accetto.
Vieni a trovarci, oltre al cavolfiore, troverai tantissimi prodotti, sempre freschi. Ci troviamo al centro di Roma, a poca distanza dalla splendida Fontana di Trevi. Se hai domande, contattaci pure, saremo lieti di risponderti.



Indicazioni per la coltivazione dell’insalata
Terreno e concimazione. Non ha grandi esigenze per quanto riguarda il suolo: si predilige un terreno non eccessivamente compatto e ben drenante; ovviamente, se possibile, fertile.
Pacciamatura. La lattuga e altre tipologie di insalate soffrono la presenza di erbe infestanti che ne ostacolano la crescita, soprattutto all’inizio del loro sviluppo.
Insalata “da taglio” e “da cespo”

Indivia
L’insalata contiene un’elevata percentuale di acqua, circa il 95%; questo la rende fondamentale nel reintegrare i liquidi persi aggiungendo anche i sali minerali e le fibre in essa contenuti.
Il magnesio, potassio e le vitamine A, C e quelle del gruppo K, risultano importanti anche per la salute delle ossa.
Lattuga, cicoria, indivia sono utilizzati come base principale per insalate: possiamo unire molti e svariati ingredienti per ottenere soluzioni sempre diverse, variando anche in base alla stagionalità dei prodotti.

Vellutata di lattuga
Involtini di lattuga
Scarola in padella
Iniziamo pulendo la verdura ed eliminando le foglie più dure; tagliamo il resto della scarola a listarelle. Scaldiamo dell’olio in una padella, uniamo la cipolla finemente tritata e non appena sarà appassita, aggiungiamo anche la verdura.
Condizioni necessarie alla coltivazione
La pianta necessita di un’esposizione al sole controllata che non causa particolari danni, mentre è preferibile che le piante vengano coperte in caso di fenomeni atmosferici critici, come la grandine o picchi di calore eccessivi.
Nelle stagioni più miti, generalmente in primavera ed autunno, è possibile limitare l’irrigazione alle sole piogge.
La semina della bieta
Se vogliamo procedere alla raccolta di tutta la bieta, è possibile tagliare l’intera pianta recidendola sopra il colletto. In caso, invece, si voglia un consumo più frequente e duraturo, si possono raccogliere solo le foglie più esterne e grandi del cespo.
Quali sono le proprietà nutrizionali e benefiche della bieta?
Bieta: come cucinarla?
Prepariamo l’impasto frullando la bieta leggermente bollita insieme a parte della ricotta a disposizione; trasferiamo questa crema omogenea ottenuta all’interno di una ciotola ed uniamo ad essa la restante ricotta, il parmigiano e l’uovo, sale, pepe e noce moscata.
Bieta in padella con aglio e peperoncino
Bruschette di bietola alle acciughe
Gateau di patate con bieta e mozzarella
Involtini di bieta filante
Eliminiamo la costa bianca aiutandoci con un coltellino e dividiamo ogni foglia nel senso della lunghezza.
Bietole al pomodoro
Quiche alla zucca e bieta
Procediamo con la pulizia della bieta; laviamola e tagliamola a metà. Rosoliamo un altro spicchio di aglio in padella ed aggiungiamo ad essa la verdura.
Irrigazione. Solitamente questo albero non necessita di cospicue irrigazioni e possono risultare sufficienti le piogge stagionali.
Si devono realizzare delle buche adeguatamente ampie, almeno il doppio, in modo da poter inserire la pianta con il panetto di terra e le radici.
La propagazione del pompelmo può avvenire per seme; ovviamente i tempi sono piuttosto lunghi: richiede, infatti, circa 10 anni per la fruttificazione.
La fioritura e raccolta del pompelmo
Proprietà benefiche del pompelmo


Pompelmo gratinato
Scaloppine al pompelmo
Torta al pompelmo rosa

Premesse alla coltivazione
Terreno. La pianta degli asparagi richiede un terreno ben drenato e leggero. Esso si può ottenere con un buon impianto idrico, oppure mischiando della sabbia alla terra.
Semina o innesto?
Si procede all’impianto tra marzo ed ottobre, predisponendole all’interno di buche piuttosto capienti, con terreno lavorato e ben concimato organicamente.



Come pulire gli asparagi?

In una teglia iniziamo a comporre la nostra portata. Facciamo uno strato di pasta e la copriamo con un po’ di besciamella, cospargiamo con gli asparagi e un altro po’ di besciamella.
Cuociamo per 20 minuti, aggiungendo qualche pizzico di sale; portiamo a bollore. Tostiamo con una noce di burro le fette di pancarrè.

Impiantare un melo

Terreno. Il melo non è un albero con grandi esigenze per quanto riguarda il terreno; questo dovrebbe essere ben drenato, profondo e ricco di sostanze nutritive. Si consiglia di evitare terreni eccessivamente calcarei. Crescendo, è un albero che può oltrepassare i 10 metri di altezza.
Aumentare la produttività



La raccolta delle mele
Una mela al giorno toglie il medico di torno…perchè?
Inoltre le fibre, favoriscono la perdita di peso e un loro consumo quotidiano, sembra garantire una riduzione dei livelli di colesterolo con la conseguente limitazione nella formazione di placche aterosclerotiche.
Essenziale per la formazione di collagene, che ha un ruolo importante per vasi sanguigni, ossa e pelle, contribuisce, inoltre, ad aumentare le nostre difese immunitarie.



Utilizzando circa due terzi delle mele tagliate a fettine (con le restanti decoreremo la parte esterna della nostra torta), riduciamole in pezzetti più piccoli, aggiungendo anch’esse all’impasto.
Risotto Mele e Speck
Lonza alle mele
Frutti di bosco in Italia
La coltivazione dei frutti di bosco
Si consiglia di porre le piantine in un luogo in penombra, con uno strato sottostante ricco di pacciame, ossia corteccia ben trinciata e foglie secche.
Talea o innesto dei frutti di bosco
Se, al contrario, si preferisce procedere innestando direttamente nel terreno una piantina di ribes o mirtilli acquistata, è preferibile muoversi nel periodo tra settembre e maggio, evitando i periodi eccessivamente freddi in cui la terra è troppo compatta.
Distanze ideali e produttività.
I mirtilli possono essere raccolti a partire da maggio fino alla conclusione dell’estate. I frutti saranno maturi quando le bacche hanno raggiunto il loro caratteristico colore blu scuro (più dolce e saporito) o, a seconda della varietà, rosso intenso (più aspro). Per raccoglierli è necessaria grande pazienza poichè questi piccoli frutti vanno staccati uno ad uno.
La raccolta delle more avviene quando il frutto è maturo: in tal caso si stacca facilmente dal torsolo, come il lampone. È importante che sia raccolta asciutta poichè l’umidità ne causa un veloce deterioramento. 
Il consumo di 3 porzioni al giorno di frutti di bosco, aiuta ad eliminare i grassi in eccesso e, di conseguenza, le calorie presenti nel nostro organismo.
Possono essere conservati in frigorifero, ma si deteriorano in poco tempo; in alternativa potete congelarli in freezer. Da evitare un congelamento dei frutti di bosco direttamente all’interno di sacchetti poichè si verrebbe a sfaldare. 
Se lo volete rendere più denso, aggiungete due cucchiaini di amido di mais in un po’ di acqua. Versate quanto ottenuto in 4 coppette (o bicchieri), riempendole per circa un terzo e riponeteli in frigorifero per almeno 20 minuti (o in freezer).
Marmellata ai frutti di bosco

Spremiamo e filtriamo il succo di limone; laviamo i frutti di bosco e li uniamo al succo in una padella. Versiamo lo zucchero a velo e, dopo aver mescolato, lasciamo cuocere dolcemente per circa 5 minuti. A questo punto, scoliamo i frutti lasciandoli intiepidire e raccogliamo il loro succo di cottura in una ciotola, che conserveremo da parte.
Con metà di essa cospargete l’intera superficie dello stampo preparato con la base; livellate con una spatola e farcite con i frutti di bosco. Ricoprite la superficie con la restante crema.
Il radicchio in Italia
Radicchio: cosa sapere per la sua coltivazione
Terreno. Il radicchio può essere coltivato sia in orto che nel proprio giardino; necessita di un terreno ben drenato e fresco, che riesca a garantire un deflusso omogeneo dell’acqua in modo da evitare un terreno arido; per questo motivo, spesso è richiesta una preparazione del terreno, con uno“sfinamento” che elimini la compattezza del suolo.

La semina del radicchio
Quali sono le proprietà del radicchio?
Da ingrediente povero, dato da mangiare agli animali ad ingrediente alla base di prelibate ricette.


Vol-au-vent al radicchio


Semina e coltivazione
Rincalzatura. Un’operazione importante da svolgere per il cavolo verza è la rincalzatura: si riporta a mano della terra alla base della pianta. Si può eseguire nella fase del trapianto: è utile per permettere alle radici di ingrossarsi e al fusto di raggiungere maggiore resistenza.
Le varietà primaverili hanno un ciclo più breve, dunque, seminando tra gennaio e febbraio, si potrà trapiantare nel mese di marzo e raccogliere già a maggio.




Facciamo soffriggere lo scalogno tritato con un po’ di olio e un pizzico di sale, fino a quando non appassirà. Uniamo la verza e lasciamo cuocere a fuoco dolce per circa 10 min. Uniamo ricotta, uovo, mortadella precedentemente tritata, verza stufata, aggiungendo anche sale e pepe.
Verza in padella
Coltivazione dell’arancio
Terreno e Irrigazione. Il terreno deve essere ben drenato e sciolto, con un’irrigazione regolare da intensificare soprattutto nei mesi estivi.
In ogni caso non possono venir meno tutte quelle attenzioni nei confronti della pianta che si hanno con impianto in terreno. Ovviamente le dimensioni del vaso in cui riporremo il nostro arancio devono essere superiori alla sua chioma di almeno due terzi e, se necessario, si dovrà procedere a travasare l’albero.





Arance candite al cioccolato
